Garibaldi, si getta sulla via, colla sciabola sguainata, e osa intimar loro la resa; Missori imbraccia la carabina ed uccide il cavallo del comandante. Costui alza il fendente sul capo di Garibaldi, e l'Eroe para il colpo e taglia la gola al nemico. Qui si impegna una lotta corpo a corpo; tre contro quindici; e dei soldati della tirannide, alcuni sono presi, altri sono fatti prigionieri (Applausi vivissimi).

Ho detto, un momento fa, come il primo ottobre 1860 Francesco Borbone avesse raccolto tutte le sue forze; 42 mila uomini, la parte più scelta delle sue truppe, lungo la linea del Volturno, contro 20 mila volontari.

Impegnata la battaglia, Garibaldi si dirige in carrozza da Santa Maria verso [pg!47] Monte Sant'Angelo, dove soleva stare ogni giorno per osservare il nemico e per dirigere i suoi. Improvvisamente da alcune vie coperte, sino ad allora ignorate, spunta un nugolo di nemici e la carrozza è circondata.

Ferito il cavallo, ucciso il cocchiere, la carrozza forata dalle palle, Garibaldi e i suoi aiutanti scendono e si mettono in difesa.

La meraviglia nei nemici per cotesto atto audace fu tanta che fu dato tempo a Simonetta ed a Mosto di accorrere coi cacciatori.

Garibaldi è salvo; e riprende il comando della battaglia; il Borbone è vinto (Applausi prolungati).

È inutile, signori, che io ricordi i pericoli corsi in altre battaglie, nel Tirolo, a Mentana, nei Vosgi, là, sulla terra francese, dove mentre tutta la Francia era sconfitta, Garibaldi solo era vincitore. Nulla dimanco non se n'ebbe riconoscenza all'Eroe, il quale più tardi venne fischiato a Bordeaux.

Nelle cento battaglie se il suo corpo non restò sempre illeso, la sua vita fu sempre salva. Avvenne di lui come di Napoleone I, che i nemici non seppero fondere la palla che lo doveva uccidere. [pg!48]

Signori, in certi periodi storici, nei momenti in cui l'umanità soffre ed attende la sua liberazione, avviene che la provvidenza faccia sorgere nel mondo una creatura straordinaria, i cui atti e le cui virtù escono dal comune.

Dei suoi prodigi le immaginazioni restano colpite, e le popolazioni vedono in quella creatura un essere sovrumano.