«Nell'interesse della Bulgaria, della Turchia e dell'intera Europa è, a nostro avviso, altamente desiderabile che la crisi bulgara giunga il più presto possibile a propizia e definitiva conclusione mercè l'insediamento a Sofia di un principe, e il ristabilimento nel principato di un ordine di cose stabile e normale. La Sublime Porta deve quindi considerare come acquisito il nostro concorso per tale soluzione che, essendo l'espressione della libera volontà delle popolazioni in Bulgaria, si uniformerebbe ora nella sua pratica attuazione ai procedimenti segnati nel trattato di Berlino».
«15 luglio.
Presidente Consiglio Ministri,
Stradella.
Comunicai ai miei colleghi telegramma V. E. 14 corrente spedito alle nostre ambasciate ed al nostro agente in Sofia. Alcuni di loro non furono contenti perchè nulla vi è detto che valga ad indicare la nostra politica in Oriente.
In verità non essendosi nulla deciso dall'Italia, si vorrebbe almeno conoscere quali pratiche siano state fatte presso le altre Potenze e quali risposte ottenute per la soluzione della questione.
Crispi.»
Il 21 luglio l'on. Depretis ebbe un'idea e senza comunicarla al Consiglio dei Ministri, la sottopose al giudizio dell'ambasciatore a Berlino, conte di Launay:
«Consideriamo la elezione Coburgo come fallita.[!] Se la continuazione dello statu-quo e del provvisorio a Sofia è cosa indifferente per il gruppo alleato, non abbiamo che da attendere tranquillamente il seguito degli avvenimenti. Se al contrario, occorre regolare la questione al più presto, si potrebbe forse far andare il principe di Coburgo a Sofia in qualità di «luogotenente principesco (lieutenant princier)» anzichè di principe. Se il gabinetto di Pietroburgo è di buona fede nella sua opposizione, se contesta soltanto la legalità della elezione senza intento di tenere aperta la questione bulgara per i suoi fini, dovrebbe accettare questo espediente. A Berlino, centro naturale del nostro gruppo, si dovrebbe formulare un parere su questo suggerimento, ed eventualmente dire qual gabinetto sarebbe in migliori condizioni per prenderne l'iniziativa.»
Ma il di Launay trovò l'espediente impraticabile, poichè un luogotenente principesco, il cui ufficio sarebbe stato quello di preparare l'elezione del nuovo principe, non poteva essere lo stesso candidato al trono; e d'altra parte come Ferdinando, già eletto Principe, avrebbe potuto presentarsi in Bulgaria in una veste inferiore?
La consuetudine di camminare sulle orme degli altri era così inveterata che l'on. Depretis eccezionalmente si era azzardato a metter fuori un'idea; in tutti i documenti partiti in quel mese di luglio dalla Consulta, non vi sono che parole vaghe e di attesa delle decisioni delle altre Potenze. Mentre l'on. Crispi esortava il Presidente del Consiglio a prendere posizione, dalla Consulta il 13 luglio si scriveva all'ambasciatore a Costantinopoli: