Alla fine del pranzo si passa nel salotto. Bismarck si adagia nel suo seggiolone e si mette a fumare le sue pipe. Gli chiedo quando potrebbero iniziarsi i negoziati. Il Principe chiede al figlio quando ritornerà l'Imperatore. E avuta risposta che sarebbe ritornato dopo il 20 ottobre, dice: «Appena l'Imperatore sia a Berlino, farò l'invito».
La conversazione versò su vari argomenti: su Napoleone III, sulla guerra del 1859, sulla formazione del Regno d'Italia. Bismarck opinò che Napoleone III avesse cuore, ma difettasse di mente. Raccontò che l'Imperatore gli aveva confidato sin dal 1857 di aver deciso di far la guerra all'Austria e che commise a lui di persuadere il Re di Prussia a essergli alleato. Prometteva in premio l'Hannover o qualche altra terra tedesca. Bismarck aveva risposto che la comunicazione del progetto al suo Re sarebbe stato un errore, perchè il Re l'avrebbe rivelato all'Austria.
3 ottobre. — Mi alzo alle 6 del mattino. Verso le 7 viene a trovarmi il conte de Launay, ambasciatore d'Italia a Berlino, che metto a giorno delle cose discorse col Principe. Egli n'è soddisfatto.
Mezz'ora dopo mi si annunzia il Principe. Gli dò notizia dei casi del Marocco, e gli dichiaro qual sarebbe il contegno dell'Italia perchè, in caso di morte del Sultano, al trono sceriffiale non andasse un favorito della Francia e perchè la Francia non prendesse pretesto di quel fatto per estendere le sue frontiere dal lato del Marocco.
Alle 8 ci disponiamo alla partenza. Il Principe e la Principessa mi accompagnano sino al vagone. Mentre si scambiano gli ultimi saluti e il treno si muove, Bismarck dice: «Siamo d'accordo su tutto... possiamo esser soddisfatti... abbiamo reso un servigio all'Europa».
Si arriva alle 11 ad Hannover, dove, prevenuto dal Gran Cancelliere, si trova il sig. di Bennigsen, capo del partito nazionale-liberale. Si fa colazione insieme, quindi ripartiamo.
Alle 8,30 pom. si giunge a Francoforte sul Meno, dove pernottiamo.
4 ottobre. — Compio oggi 67 anni. Svegliandomi, uno dei miei segretari mi reca il seguente telegramma:
«Agréez, cher Collègue, de ma part et de celle de ma femme nos félicitations les plus empressées à l'occasion de l'anniversaire de votre jour de naissance, et les vœux que nous formons pour votre santé et pour vos succès au service de la patrie.
von Bismarck.»