«Sua Maestà l'Imperatore Alessandro, trovandosi alla corte di Berlino, ha manifestato nella maniera più positiva a S. M. l'Imperatore e in una lunghissima udienza accordata a me, i suoi sentimenti pacifici e la sua risoluzione di non impegnarsi in alcuna coalizione aggressiva e di non attaccare mai la Germania. Vedremo se i sentimenti di S. M. avranno un'influenza calmante sull'attitudine della stampa russa, su quella degli impiegati e degli ambasciatori, e sopratutto dell'ambasciatore a Parigi.

Non abbiamo mai creduto che l'Imperatore personalmente avesse ora e per un certo tempo l'intenzione di assalirci.

Che un attacco della Russia contro l'Austria ci obbligherebbe, conformemente ai trattati, a prestare soccorso a questa ultima, è noto all'Imperatore Alessandro in seguito alle nostre comunicazioni ufficiali, e gli è stato ricordato nuovamente ieri nella nostra conversazione.

D'altro canto l'Imperatore è informato che l'avvenire della Bulgaria non sarebbe giammai per noi una ragione per uscire dalla neutralità, e che la nostra attitudine diplomatica relativamente alla questione bulgara sarà regolata come in passato dalle stipulazioni del trattato di Berlino.

I due monarchi non hanno preso impegni. L'avvenire dimostrerà se saremo liberati dalla preoccupazione che l'agitazione in Russia e in Francia aumenti ogni giorno per la passività del governo russo dinanzi alle provocazioni dei suoi organi e dei suoi impiegati, e se alla fine cotesta agitazione minaccerà la pace in un avvenire più o meno prossimo, ovvero se dopo il suo ritorno in Russia l'imperatore Alessandro vi porterà rimedio.»

21 novembre. — Visita del barone de Bruck.

Mi parla delle dichiarazioni pacifiche dello Czar a Bismarck. Esse collimano con quelle comunicatemi ieri da Solms.

Fa cenno al diritto dei Borboni alla restituzione dei beni di diritto privato, e vorrebbe una dichiarazione di principio come quella fatta da Lamarmora alla Spagna quando questa riconobbe il regno d'Italia. Rispondo che bisogna esaminare il caso speciale se esistano ancora beni privati dei Borboni nel regno. Prometto di studiare la questione, appena me ne saranno dati gli elementi.

— Visita dell'ambasciatore di Francia, conte di Moüy, di ritorno dalle vacanze.