Da Berlino si scrive che dopo i colloqui di Friedrichsruh, nella Tripolitania si sarebbero prese delle precauzioni. Adombra il Sultano anche il riordinamento delle scuole italiane in Tripoli. Pure a Tunisi s'intriga contro di noi.

Il Solms chiede se io abbia notizia dei documenti che diconsi falsificati e dei quali parla la Kölnische Zeitung. Egli dà importanza a quel giornale per le sue relazioni col Gran Cancelliere. Rispondo non avere altre notizie che quelle dei giornali; anche S. M. me ne aveva domandato. Quei documenti, rimasti in potere dello Czar, non furono veduti da alcuno. Il principe di Reuss, del quale si era detto che avesse scritto una delle lettere, si rivolse al principe Ferdinando per avere una spiegazione. Il suo cugino gli rispose non aver ricevuto mai alcuna lettera da lui, e di ignorare l'esistenza di quella che gli si attribuiva.

L'ambasciatore mi parla dell'alta posizione raggiunta a Costantinopoli dal barone Blanc, secondo le informazioni della Cancelleria germanica.

Circa i documenti ai quali accennava il conte Solms, l'on. Crispi ricevette in dicembre le informazioni seguenti:

«Vienna 18 dicembre 1887.

I documenti falsificati di cui parlò la Gazzetta di Colonia, e che furono mandati a Copenaga a S. M. l'imperatore di Russia poco prima della sua partenza dalla Danimarca, sono in numero di quattro.

1. Una lettera del principe Ferdinando di Coburgo a S. A. R. la Contessa di Fiandra in data del 27 agosto 1887;

2. Una nota che il principe di Reuss, ambasciatore germanico in Vienna, avrebbe rimesso al principe Ferdinando di Coburgo e che è annessa alla lettera precedente.

3. Una seconda lettera del principe Ferdinando alla Contessa di Fiandra in data del 16 settembre 1887.

4. Una nota riassuntiva che da Brusselle sarebbe stata mandata al principe Ferdinando e che porta la data del 28 ottobre 1887.