L'ambasciatore di Russia, barone di Uxkull, mi afferma che lo Czar fu contentissimo della sua gita a Berlino; ma non muta parere sulla questione bulgara, quantunque oggi essa sia posta a tacere. Mi chiede se il conte Greppi, già ambasciatore a Pietroburgo, sarebbe tornato al suo posto. Rispondo che non vi sarebbe tornato, ma che il suo successore era un personaggio che gode le simpatie dello Czar.
— Il ministro di Spagna mi riparla della progettata Conferenza pel Marocco. Gli Agenti locali si metteranno d'accordo. Si aspetta una risposta della Francia ad una Nota spagnuola. La Russia non ha interesse diretto, ma è pronta a partecipare alla Conferenza se le altre Potenze vi parteciperanno.
— Visita del conte de Moüy. Mi parla di varie cose e anche di una «Société d'histoire diplomatique», della quale fanno parte varii diplomatici. Chiede la mia adesione. Avevano pregato la Regina che consentisse ad essere inscritta fra i soci, ma poi per un articolo poco conveniente contro l'Italia, dovettero rinunziarvi.
Fa pure qualche osservazione sulla circolare con la quale ho ordinato che da ora innanzi si corrisponda in lingua italiana con quelle Potenze che scriveranno nella loro lingua. Crede che questa innovazione sia fatta per la Francia; di che lo dissuado.
12 dicembre. — Visita dell'ambasciatore Solms.
Atkinoff, capo dei Cosacchi, a Parigi; non volle andare all'Ambasciata russa. Armamenti russi; pericoli.
Il Re: Bismarck crede che il Re si occupi poco dell'esercito. Disinganno il Solms. Il Re oggi prende parte principale agli interessi dell'esercito ed ai nostri rapporti internazionali.
— Viene Bavier, ministro della Svizzera. Si discorre del trattato di commercio. Gli dico che non posso accettare una proroga pura e semplice del trattato che sta per scadere; mi indichi gli articoli sui quali bisogna discutere, e son pronto a negoziare. Ho domandato al Parlamento le facoltà per concludere e mettere in esecuzione anche il trattato italo-svizzero. Bavier risponde che chiederà al Consiglio Federale che indichi codesti articoli. Mi dice che l'opinione pubblica in Svizzera è commossa per le nostre tariffe. Ragione di più — rispondo — per fare il trattato. Se lo volete provvisorio, teniamoci a poche voci; se lo volete definitivo, discutiamo e trattiamo su tutte le voci che il Consiglio Federale crederà doverci indicare. Si conclude che il Bavier telegraferà a Berna per l'invio dei delegati tecnici.
— Il conte Rascon viene a domandarmi se può annunziare come conclusa la Convenzione per la cessione alla Spagna di un terreno in Assab per deposito di carboni, dovendo il ministro Moret parlarne in Parlamento. Rispondo che può telegrafare a Madrid che ritengano la Convenzione come firmata.
— Con l'ambasciatore d'Austria-Ungheria parliamo degli armamenti russi. Notizie non allarmanti. L'Austria ha 150 a 200 mila uomini in Gallizia, le ferrovie sono in condizione di poter trasportare subito altre truppe nei luoghi minacciati.