La questione del Marocco è risollevata. A Tangeri vi è eccitazione contro i francesi.
Il barone Calice, ambasciatore austriaco, ebbe una lunga conferenza con Said sulla banda di Lobanoff nella Bulgaria. Fu scoperto che il console russo a Burgas aveva quarantamila lire turche, e di queste spese una minima parte per sussidi alle chiese bulgare, e il rimanente per la tentata e non riuscita insurrezione.
19 gennaio. — Conte Solms: Churchill in Russia; l'Inghilterra non vuole la guerra contro la Russia.
In seguito ad una comunicazione ufficiale del governo spagnuolo, la Francia è ritornata di un tratto alla mia antica domanda che la conferenza di Madrid si limiti alla discussione della questione delle protezioni. Inoltre la Francia desidera un accordo preventivo con la Spagna sulla questione Schaar-al-Abel, che non conosciamo. Sembra quindi che la Francia voglia impedire la discussione sulla neutralità. E poichè questa ultima questione interessa meno la Germania che l'Inghilterra e l'Italia, il conte Solms mi chiede di conoscere il mio avviso circa l'esclusione del tema della neutralità dal programma della Conferenza.
27 gennaio. — Il sig. Stourdza, ministro dell'istruzione pubblica in Rumania, trovandosi a Berlino ha espresso il desiderio di abboccarsi col Gran Cancelliere, che l'ha invitato a Friedrichsruh il 22 corrente.
Il Principe gli ha fatto le seguenti dichiarazioni politiche:
«Io desidero il mantenimento della pace. Debbo ciò all'Imperatore, troppo anziano per lanciarsi in una grande impresa; lo debbo al Principe Imperiale, colpito da un male misterioso e più malato che non si creda generalmente; lo debbo al mio paese, che non avrebbe niente a guadagnare da una campagna vittoriosa contro la Russia.
In verità la Germania, le cui frontiere sono assai bene stabilite, non ha nulla da prendere a' suoi vicini dell'est. Qual territorio potrebbe ella annettersi? Essa ha di già una parte sufficiente della Polonia. Cercando nuove conquiste, l'Impero germanico si esporrebbe a guerre senza fine con la Russia e con la Francia, la quale non attende che una occasione per rivendicare l'Alsazia-Lorena. In queste condizioni, i progetti bellicosi, da qualunque parte vengano, non entrano nelle mie vedute».
Il Principe aggiunse che, d'altronde, la guerra non potrebbe avvenire per fatto delle Potenze alleate. Nè la Germania, nè l'Austria attaccheranno la Russia. L'aggressione non potrebbe venire che dai russi. Ed esaminando la questione, se la Russia possa passare all'offensiva, disse che fino a quando l'imperatore Alessandro e il signor de Giers domineranno la situazione, egli non credeva che avrebbero messo il fuoco alle polveri. Però esiste in cotesto paese un sordo malcontento, una agitazione panslavista che potrebbe esplodere e forzare la mano allo Czar. In vista di questa eventualità, gli alleati debbono proseguire i loro armamenti e tenersi pronti. Per ciò che concerne la Germania, essa è già in istato di difesa. «Io son pronto e non temo niente. In attesa, non posso far mia l'opinione di chi pretende che sarebbe preferibile sin da oggi prendere l'iniziativa della guerra, per il fatto che questa potrebbe esserci dichiarata domani».
Parlando con un uomo di Stato rumeno, si comprende come il principe di Bismarck abbia principalmente portata la sua attenzione sopra le relazioni con la Russia. Risulta dalle sue parole che se la guerra non sembra vicina, il mantenimento della pace esige una vigilanza continua.