31 gennaio. — Gli ambasciatori di Germania e d'Austria-Ungheria vengono a parteciparmi che i loro governi hanno riconosciuto l'opportunità di rendere pubblico il testo del trattato segreto austro-germanico del 7 ottobre 1879, come salutare avvertimento alla Russia a non turbare la pace. E chiedono il mio parere. Rispondo che i governi di Germania e d'Austria-Ungheria sono i migliori giudici in un affare che li riguarda direttamente, e ringrazio della cortese domanda.
Il trattato fu pubblicato il 3 febbraio contemporaneamente a Vienna (nella Wiener Abendpost) e a Berlino (nel Reichsanzeiger) insieme a questa nota:
“I governi della monarchia austro-ungarica e della Germania, hanno ritenuto conveniente di pubblicare il trattato di alleanza concluso tra loro il 7 ottobre 1879 per fare cessare i dubbi che da parti diverse si sollevavano sullo scopo assolutamente difensivo di cotesto accordo, dubbi che sono stati variamente sfruttati. I due governi alleati sono guidati nella loro politica dal desiderio del mantenimento della pace e lavorano quanto è in loro affinchè questa non sia turbata. Essi hanno la convinzione che la conoscenza del testo del loro trattato di alleanza farà scomparire tutti i dubbi esistenti a tale proposito, e per questo motivo si sono risoluti a pubblicarlo„.
Questa pubblicazione dimostrò — secondo il conte Nigra — “che la situazione era tutt'altro che rassicurante e che il principe di Bismarck, il quale ne aveva preso l'iniziativa, non era riuscito fino allora ad avere dalla Russia le guarentigie di pace cui aspirava„. E l'impressione che produsse fu grande; non sui governi, che non ignoravano l'esistenza di quel trattato — lo Czar ne conosceva da sei mesi anche il testo — ma nella stampa e quindi nell'opinione pubblica europea. Il Times scrisse che era una grave offesa (a slap in the face) che le due potenze avevano dovuto infliggere alla Russia per non essere accusate di aver celato ciò che avrebbe potuto evitar la guerra. In Russia, il partito della guerra non fu lieto della diffida, e uno dei più autorevoli giornali, il Novoie Wremia, non potendo dire che non desiderava la pace, disse che non la desideravano i due alleati; un altro giornale, anch'esso importante, andò più in là, considerando l'alleanza austro-germanica come la pietra fondamentale dell'egemonia germanica, e la pubblicazione del trattato come un espediente per allontanare dalle due potenze alleate la responsabilità della guerra che avevano risoluto di fare. E concludeva che quella pubblicazione aveva sancito la tacita alleanza tra la Russia e la Francia.
3 febbraio. — Solms: circa le agitazioni dei partiti nella Rumania, le notizie ricevute da Solms sono identiche alle mie.
Una lettera fu trovata sul cadavere di Nabukoff, stata indirizzata a costui da Ignatieff, fratello del ministro. In essa è pur compromesso il ministro di Russia a Bukarest (Hitrovo). In Rumania è lui, Hitrovo, che alimenta le cospirazioni contro la Bulgaria. È con la Russia il partito locale d'opposizione, il quale tiene pronto un pretendente al trono, che sarebbe il principe Bibesco, cui Hitrovo rende gli onori reali quando va alla Legazione russa. Il Bibesco ha fatto educare i suoi figli a Parigi.
Continuano le trattative per il canale di Suez. Il Sultano vorrebbe anche per questa via riprendere almeno moralmente il suo alto dominio in Egitto.
Ismail-pascià è andato a Costantinopoli allo scopo di agire per poter ritornare in Egitto. Egli mandò dieci cavalli inglesi al Sultano, che li rifiutò. Il Sultano è esitante, però non vuole mettersi contro la Francia, della quale rispetta la suscettibilità.
Il ministro Moret si trova imbarazzato per la Conferenza relativa al Marocco. È interessato perchè sia tenuta, anche per scopi parlamentari.
5 febbraio. — Visita di Bavier, ministro di Svizzera.