Trattato di commercio. Nego ogni proroga del precedente. Siamo pronti a negoziare il nuovo e vi metteremo tutta la buona volontà. Il Bavier dice che sarebbe dolente di una guerra di tariffe, anche nell'interesse morale dei due paesi. Rispondo che siamo amici della Svizzera nostra vicina, e vogliamo continuare ad esserlo. Faremo tutte le concessioni possibili, ma vogliamo un trattato. Nel caso contrario, il primo marzo avremo la tariffa generale.

— Solms: Flourens irritato per la pubblicazione del trattato.

Pel Marocco gli Agenti di Francia e di Spagna a Tangeri avevano combinato il programma della Conferenza. Flourens sconfessò il suo Agente.

— Uxkull: quale l'impressione della pubblicazione del trattato austro-germanico? Dico che essa non ha potuto avere altro scopo che quello di togliere il dubbio sulla sua portata. La nota che accompagna la pubblicazione spiega che le due Potenze alleate non hanno alcuna tendenza aggressiva, e questo deve far piacere alla Russia. «Non ne avevamo bisogno, mi risponde. Noi conoscevamo da sei anni addietro il trattato. E il vostro? Voi avete fatto adesione a codesto trattato». — «Noi non abbiamo che vedervi. L'Italia e la Russia sono lontane l'una dall'altra, e tra loro non può esservi alcun conflitto d'interessi». — «Benissimo. Ma allora perchè vi siete alleati?» — «Il nostro trattato nulla ha da fare con quello pubblicato. Del resto, anche il nostro è un trattato difensivo». — «Ma noi non attaccheremo, e se dovessimo fare la guerra, manderemmo altrove le nostre truppe. Noi ci difenderemo se saremo attaccati». — «Ma chi volete che vi attacchi? La Russia non può temere una guerra aggressiva. È difesa dal suo clima e da' suoi soldati. Napoleone I, che volle invadere il vostro paese, dovette pentirsene. E se la Russia non vuole la guerra, perchè non si accorda con l'Europa per sciogliere la questione orientale?» — «Credete anche voi nella favola del testamento di Pietro il Grande? Noi non vogliamo che la libertà degli Stretti». — «E allora perchè non proporre un accomodamento?» — «E a chi dareste Costantinopoli?» — «Si determinerebbe». — «Noi sosteniamo la Turchia e la sostenete anche voi». — «Non se ne può fare a meno. Però voi l'avete assalita più volte, e avete dichiarato che non può reggersi e deve finire». — «Ebbene, lasciamola vivere».

7 febbraio. — Solms, incaricato dal principe di Bismarck, viene a domandarmi scusa per aver egli nel suo discorso di ieri commesso una étourderie, col parlare del trattato di alleanza con l'Italia senza avermene chiesto il permesso. Il Principe si dichiara dolentissimo di ciò. Rispondo che dò al principe l'assoluzione papale. Del resto, il silenzio non avrebbe giovato a nulla: tutti sanno dell'esistenza del trattato italo-tedesco. Lo informo del colloquio avuto il 5 corrente coll'ambasciatore di Russia.

— Il ministro della marina mi avverte che due ufficiali francesi, sotto la veste di pittori, furono in questi giorni alla Spezia, e che abbiamo quest'anno in Italia molti sedicenti artisti francesi. Anche il giubileo ha facilitato questa calata di ufficiali.

10 febbraio. — Ressman, Incaricato d'affari a Parigi, mi fa sapere che il signor Flourens ha compreso la necessità di dare un successore al signor de Moüy e fatto analoga promessa; ma che gli sembra di non poter fare immediatamente tale richiamo, perchè molto lo imbarazza la scelta di un nuovo ambasciatore. Anche l'ambasciatore Menabrea aveva insistito presso il Flourens perchè fosse dato, sino al suo definitivo richiamo, almeno un pronto congedo a quel diplomatico, senza aspettare un nuovo incidente di Firenze.

Il ministro francese desidera un accordo sulla situazione dei sudditi tunisini dimoranti in Italia, rispetto agli Agenti del governo francese, e sull'interpretazione del trattato italo-tunisino del 1868. Il Flourens accolse con premura la proposta di uno scambio di note o dichiarazioni per definire l'inviolabilità degli archivi consolari.

Alle osservazioni sul contegno di una parte dei giornali francesi, fatte al signor Flourens e al signor Tirard, i due ministri risposero di esservi estranei; il Tirard si dichiarò pronto a pubblicare qualunque dichiarazione che ci potesse convenire per ripudiare gli attacchi mossi contro il governo italiano e il suo capo.

Sembra che gli attacchi perfidi del Figaro contro di me siano inspirati dal Vaticano, del quale sarebbe portavoce Mgr. Galimberti.