11 febbraio. — Solms: l'arrivo della flotta inglese della Manica nel Mediterraneo ha suscitato i sospetti della Francia.

Si è detto da alcuni giornali che l'imperatore di Germania avrebbe scritto al Negus. Cotesta notizia è falsa.

La restituzione di Zeila al Sultano non si farà più. I colleghi di Salisbury furono anche contrari che fosse data all'Italia per timore di complicazioni con la Francia. Said-pascià è favorevole che Zeila resti agli inglesi per timore che vi vadano i francesi.

Prestiti russi: all'Aja, di 300 milioni col Comptoir d'escompte, Banca di Parigi, Banca dei Paesi Bassi.

12 febbraio. — Visita dell'ambasciatore turco: mi parla dei conflitto di Beyrouth tra cristiani e mussulmani.

Presenta una protesta per la cessione di Assab. Rispondo che non ne prendo atto; l'acquisto nostro fu legittimo.

— Rascon, ministro di Spagna:

Mi annunzia che sono giunti i delegati spagnuoli per il trattato di commercio. Li vedrò domani al palazzo Braschi.

Voci di guerra. Pessime impressioni a Madrid. La guerra sarebbe minacciata dalla Francia. Gli spagnuoli metterebbero un corpo di truppe dinanzi Perpignano, ed un altro dinanzi Baiona.

14 febbraio. — Apprendo che il ministro Flourens ha detto all'ambasciatore britannico a Parigi, lord Lytton, che il trattato di alleanza tra la Germania, l'Austria e l'Italia metteva la Francia in una situazione penosa. Cotesto trattato forzerebbe la Francia a gettarsi nelle braccia della Russia. Per evitar ciò Flourens ha proposto un trattato segreto tra la Francia, l'Inghilterra e le altre Potenze interessate al mantenimento dello statu-quo nel Mediterraneo.