Il Bismarck rispose che vi erano state altre guerre tra i due paesi, e qualche volta furono vinti i tedeschi; ma non avvenne mai quello che è avvenuto dopo il 1870, cioè che gli spiriti in Francia fossero rimasti così inquieti e molesti da rendere difficili le relazioni che sono necessarie tra popoli civili.

L'Herbette osservò che in Francia vi sono trentamila tedeschi che vi fanno affari.

— Ve n'erano più di trecento mila prima del 1870, — replicò il Bismarck, — e tutta cotesta massa di nostri concittadini dovette ritirarsi. Desidererei che tra la Francia e la Germania vi fosse una muraglia chinese e nessuna ragione di rapporti e di dissidi.

Herbette espresse l'avviso che francesi e tedeschi avvicinandosi e frequentandosi, finirebbero per conoscersi e stimarsi. Così solo potrebbero cessare i rancori. Ma il conte di Bismarck non nutre la stessa speranza.

Così il colloquio terminò.

Il Solms torna a parlarmi della favola che le flotte unite di Italia, Austria e Inghilterra sarebbero andate a Costantinopoli per fare una dimostrazione. Il Radowitz assicura che la notizia a Costantinopoli sia stata mandata da Photiadès-pascià. Costui sarebbe l'organo, volontario o involontario, delle due legazioni di Francia e di Russia presso il Quirinale. Gérard e Paparigopoulo sarebbero l'anima di cotesto intrigo.

15 giugno. — Il re Umberto riceve il seguente telegramma:

«Accablé de douleur je fais part de la mort de mon père bien aimé Empereur et Roi Frédéric III. Il s'est éteint doucement ce matin à onze heures et quart.

Guillaume.»

— Ricevo dal Re questo telegramma: