14 settembre. — Arrivo a Berlino alle 7 ant.

Alle 12 e mezzo visita al barone Holstein, del Ministero degli Affari esteri, e quindi al conte di Bülow, segretario di Stato.

Il conte di Launay, ambasciatore d'Italia, viene a trovarmi alle 3 ½.

Visitiamo il Reichstag; scrivo al presidente Bennigsen[3].

15 settembre. — Rodolfo di Bennigsen telegrafa da Hannover: «Je viendrai cette nuit Berlin pour avoir l'honneur et le plaisir d'être avec vous».

Vado insieme a di Launay da Leonhardt, ministro di Giustizia del regno di Prussia, il quale ci manda per competenza da Friberg, presidente della Commissione germanica di giustizia. Parlo a questi dell'adozione in Germania dell'art. 3 del Codice Civile italiano. Egli sarebbe lietissimo di accoglierlo; ma soltanto Bismarck è in grado di superare le difficoltà.

Parto alle 8 pom. per Monaco di Baviera, dalla stazione di Anhalt. A mezzanotte sono a Lipsia.

16 settembre. — Sono a Monaco alle 12,30. Parto all'una e mezza per Salisburgo, dove pernotto all'albergo d'Europa.

17 settembre. — Alle 9,45 ant. per Lend. Di là a Gastein, dove arrivo alle 6.

Wildbad, la città dei bagni, siede in cima alla vallata di Gastein, sul versante orientale del monte. Ivi è una sorgente di acque minerali, alle quali molti ricorrono per guarirsi dal torpore delle membra e dalla inerzia dei nervi. Ogni anno vi arrivano più di 3000 forestieri a cercarvi salute. Ordinariamente, le persone che vi convengono appartengono alle alte classi sociali.