L'argomento è di una grande importanza, io replicai. L'Austria non è amata in Italia, essa non ha saputo far obliare il suo dominio sulle terre italiane, anzi lo ricorda pel modo come si regola a Trieste. Noi dobbiamo tenerci stretti all'Impero austriaco. L'Italia non può avere due nemici, l'uno a destra e l'altro a sinistra delle sue frontiere. L'Austria deve però considerare che anche la nostra alleanza è a lei di vantaggio. Il Bismarck fece eco a queste mie considerazioni ed io soggiunsi:

— Non vi nasconderò che l'alleanza più simpatica all'Italia è quella con la Germania. Io non so se il Principe vostro padre vi abbia mai parlato dei nostri colloqui a Gastein nel 1877. Allora io non aveva altro desiderio che quello di congiungere in stretto vincolo l'Italia e la Germania, anche in previsione di ostilità che ci potessero venire dall'Austria. Il Principe in quel tempo preparava con Andrássy l'alleanza dei due Imperi, e vedeva lontana l'ipotesi che l'Austria, la quale ha in Polonia interessi opposti ai vostri, potesse divenirvi nemica. Allora contrastai che l'Austria ottenesse la Bosnia e l'Erzegovina. È vero che vostro padre proponeva di dare all'Italia compensi territoriali che non ebbe, ma il fatto provò che l'Austria uscì dal Congresso di Berlino più forte nell'Adriatico di quello che era prima, e le mie speranze andarono deluse.

— Voi avete ragione! ma al 1878 non eravate più al governo, e le sorti d'Italia erano affidate ad un ministro il quale amoreggiava con la Francia.

— Su questo non ho che dirvi. Ma la Francia anch'essa fu aiutata e le fu permesso di occupare a tempo opportuno la Tunisia.

— Mio padre credeva che aiutando la Francia in Africa, avrebbe potuto distrarla dall'Europa.

— Comprendo. È storia passata, e non la ricorderemo che per trarne insegnamento per l'avvenire. Il certo si è che l'Italia non ha frontiere sicure, e che alla prima occasione bisognerà che la Germania ci aiuti a ricuperarle. Per ora teniamoci uniti; teniamo per quanto è possibile stretta l'alleanza delle tre monarchie e non avremo nulla a temere.

— Le tre monarchie unite basteranno a mantenere la pace. Bisognerà però non distrarci l'amicizia del governo inglese, le cui forze sono tanto necessarie a voi nel Mediterraneo.

— Per parte mia ho fatto quanto potevo per coltivare l'amicizia di lord Salisbury.

— E vi siete riuscito. Non sarò indiscreto rivelandovi le cose dette da lord Salisbury all'Imperatore nell'ultimo viaggio di questi in Inghilterra. Salisbury dichiarò che nel Mediterraneo egli agirà d'accordo col governo italiano. Soggiunse che in conseguenza Sua Signoria aveva dato speciali istruzioni al comandante della flotta inglese nelle vostre acque.

A questo punto il colloquio è interrotto dall'arrivo del Re e dell'Imperatore.