11 ottobre.

Da Parigi (Ressman). — Münster (ambasciatore germanico) gli lesse una nota di Bismarck in cui sono date istruzioni all'ambasciatore di Germania a Parigi analoghe a quanto è contenuto nel documento precedente.

12 ottobre.

Da Parigi (Ressman). — Le dichiarazioni di Goblet a Münster furono estremamente concilianti e pacifiche. La Francia trovarsi nella necessità di evitare complicazioni: volersi rispettare assolutamente le nostre scuole esistenti: neppure l'ispezione si farebbe senza l'intervento del Console italiano. Lord Salisbury aveva dal canto suo dichiarato che non vedeva obbiezioni contro l'applicazione dei decreti beylicali alle scuole inglesi di Tunisia. Goblet soggiunse che le minaccie di una nostra rappresaglia rispetto le scuole francesi a Roma, non tornerebbe sgradita ai radicali francesi, essendo quelle scuole, in generale, clericali. Goblet ripetè più volte a Münster che intendeva rispettare integralmente i nostri diritti e le Capitolazioni.

16 ottobre.

Crispi, a Parigi. — Ressman dovrà dichiarare a Goblet che i due decreti beylicali sulle scuole e sulle associazioni non sono applicabili ai cittadini italiani residenti nella Reggenza. Münster parlerà nello stesso senso. Crispi desidera comporre amichevolmente la vertenza.

19 ottobre.

Crispi, a Berlino, Vienna, Londra. — Di fronte ai decreti beylicali, l'Italia trovasi in una posizione diversa da quella in cui si trovano le altre Potenze le quali non hanno scuole od associazioni a Tunisi. Per essi è questione di solo principio: per noi di principio e di fatto. È probabile che alla ripresa dei lavori parlamentari, si facciano interpellanze su ciò. Occorre quindi di sistemare la questione.

19 ottobre.