23 ottobre.

Da Berlino (Riva). — Conferì con Holstein rimettendogli un promemoria. Holstein riconosce il favorevole cangiamento del Gabinetto inglese, dovuto agli ufficii della Germania; buon sintomo la preoccupazione dell'Inghilterra per le scuole maltesi in Tunisia. Nell'interesse della pace, è d'avviso di evitare tutto ciò che possa rappresentare pel governo francese una umiliazione esplicita. L'Italia potrebbe acconciarsi ad una soluzione meramente pratica della vertenza, limitarsi, cioè, a conseguire una tacita rinunzia all'applicazione dei decreti, riservandosi a segnalare e contestare gli atti che implicassero violazione di quella rinunzia.

23 ottobre.

Crispi, a Tunisi. — Si limiti il Console a dichiarare l'inapplicabilità de' decreti. Il Ministero ha deciso di trattare la questione esclusivamente a Parigi. Non si comprometta il Console col Residente francese.

20 ottobre.

Crispi, a Parigi. — Si approva la condotta di Menabrea. La questione non può essere trattata che a Parigi. Berio ebbe solo istruzione di dichiarare che i decreti sono nulli ai nostri occhi. Goblet ha dato prova di non apprezzare la moderazione con cui ci siamo condotti. Menabrea può fare un ultimo tentativo con Goblet dopo di essersi inteso con Münster. Se fallirà, provvederassi al da fare. Si loda il contegno di Ressman.

24 ottobre.

Da Parigi (Menabrea). — Conferì con Goblet. La conversazione fu meno tempestosa della precedente. Si ripeterono da una parte e dall'altra le argomentazioni dell'antecedente colloquio. Menabrea notò che il Bey con quei decreti aveva proceduto ad un atto che il Sultano, suo alto sovrano, non avrebbe osato di fare nell'impero ottomano ed al quale i francesi stessi si sarebbero opposti. I tre ambasciatori di Germania, Italia e Inghilterra si trovarono in quel dì (24) riuniti al Ministero degli Affari esteri. Münster aveva già esortato Goblet ad una attitudine conciliante. Lord Lytton dividendo perfettamente la nostra opinione, aveva detto a Menabrea non essere esatto — come asseriva Goblet — che Salisbury accettasse i decreti, ma che la questione era stata sottoposta ai giureconsulti della Corona. Benchè Goblet non abbia accettato per ora la proposta di Crispi, parve alquanto scosso e si sarà forse convinto che il meglio a fare per lui sarà di arrendersi quando Berio avrà fatto le note dichiarazioni.