A Bukarest le tre Potenze sono d'accordo.

3 dicembre. — Visita di de Bruck. Boulanger dichiara di volere una repubblica tollerante, aperta a tutti. Qualcuno crede che egli sarà un secondo Monk. Audiffret-Pasquier in Senato ha dichiarato che si emancipa da' suoi amici della Camera. Alle prossime elezioni generali i conservatori voteranno per i loro e faranno tutto il possibile per vincere. Non potendolo, voteranno per Boulanger.

Il Boulanger lavora con fortuna a preparare le elezioni. I radicali contano sugli opportunisti per combattere i boulangisti e la destra. Il presidente Carnot non darà a Floquet il diritto di sciogliere la Camera, riserbandolo ad un nuovo ministero Freycinet.

Nei primi di dicembre l'on. Crispi riceveva sulla situazione interna della Francia le seguenti informazioni:

«Attraversiamo una quindicina che non fu priva di incidenti ed emozioni; essa principiò con l'annunzio fatto da parecchi giornali di un colpo di Stato, ordito dal ministero Floquet contro il generale Boulanger ed i suoi aderenti, e si entrava in alcuni particolari circa le misure prese per compierlo, che al primo momento davano un'apparenza di verità a quella notizia; ma tosto si vide che essa non era che una finzione per dare luogo ad una interpellanza alla Camera e costringere il Ministero a spiegarsi sui progetti che gli erano attribuiti e smentire, in conseguenza, le supposte misure dichiarandole contrarie alle leggi e legandosi con ciò stesso in un certo modo. Benchè l'annunziato colpo di Stato sia stato una finzione, tuttavia non vi ha dubbio che si sia studiato e si pensi tuttora al modo di liberarsi dal generale Boulanger, la cui influenza, anzichè diminuire, tende ad aumentare e che si teme di più in più, a misura dell'approssimarsi delle nuove elezioni, che debbono aver luogo nel venturo anno.

La grande dimostrazione del 2 dicembre ultimo, sulla quale si faceva assegnamento, da una parte, per provocare manifestazioni contro Boulanger, mentre dall'altra il municipio, che gli è ostile, sperava crearsi un piedistallo per coronare i suoi tentativi di assumere la suprema autorità sulla città di Parigi, quella dimostrazione, dico, andò fallita. Al contrario, in quella simultanea di Nevers il generale Boulanger ebbe occasione di raccogliere intorno a sè le opinioni diverse, ma tutte concordi per mettere fine al sistema attuale di governo, per il quale la considerazione pubblica va ogni giorno maggiormente scemando, in seguito agli scandali che succedono fra i membri del Parlamento, i quali si accusano a vicenda di corruzione pecuniaria e si abbandonano, nelle sedute pubbliche, ad eccessi contrari ad ogni principio di vivere civile. Così il Boulanger ha bel giuoco e benchè non si veda quale sia il suo scopo finale, se però ne ha uno, egli evita intanto di compromettere la sua posizione rispetto all'opinione pubblica, dichiarando che tutta la sua operosità ha per oggetto di conservare la Repubblica, minacciata e compromessa dai disordini di ogni specie che si rimproverano al sistema attuale.

Quale sarà la repubblica di Boulanger se egli giunge ad esserne il capo? I due partiti orleanista e bonapartista sperano ognuno di usufruttarlo per proprio conto; ma non è improbabile che fra i due litiganti, il popolo esitando sulla scelta da fare, il generale Boulanger prenda il partito di mezzo e rimanga lui stesso capo della Repubblica che avrà ricostruito, la quale può, sotto lo stesso nome, prendere varie forme, anche quella di un impero, come accadde con Napoleone I, sulle cui prime monete si legge ancora, da una parte, République française, e dall'altra Napoléon empereur. È dubbio assai che il Boulanger possa giungere sino a questo punto; ma è pure inutile di pronosticare sull'avvenire, imperocchè in questo paese, più che in ogni altro, dell'indomani si è sempre incerti.

Di questo stato di confusione d'idee in cui si trova attualmente la Francia si accagiona la libertà illimitata di cui abusa la stampa; i primi a protestare contro di essa sono quelli stessi che, altre volte, la propugnarono con convinzione, ed uno di questi è l'ex-presidente Giulio Grévy, che si confessava una volta di avere errato nel sostenere nel Parlamento la legge sulla stampa. Fra i punti che dànno luogo ad attacchi contro il governo, uno dei principali è il disordine finanziario dello Stato che trascina dietro sè, da un esercizio a un altro, un disavanzo che cresce sempre e che tosto raggiungerà il miliardo, senza che si veda ancora il modo di coprirlo. Si è proposto a tale effetto una tassa sulla rendita, ma questa venne or ora respinta quasi all'unanimità dalla Commissione della Camera; per cui, a meno che il Ministero ritiri il disegno di legge, questo provocherà, di certo, una discussione vivissima in cui esso avrà probabilmente la peggio. Ad ogni modo la questione finanziaria sarà quella che darà luogo alla battaglia dei partiti contro il Ministero, gli uni per rovesciarlo, gli altri per trasformarlo in senso ancora più radicale.

In mezzo a questi intrighi ed agitazioni parlamentari il ministro che sembra avere preso la posizione la più solida e più rispettata è quello della guerra, il signor di Freycinet, che, nel disimpegno delle sue importanti funzioni, dimostra attitudini veramente speciali, per cui benchè non sia militare, egli ha saputo guadagnarsi la fiducia dell'esercito, rimanendo nei limiti delle sue specialità ed occupandosi di perfezionare, sotto il doppio riguardo morale e materiale, il potente strumento che gli uomini di guerra dovranno maneggiare. Egli si studia di migliorare la condizione dei soldati e degli ufficiali; cerca di fare sparire quelle rivalità che furono così funeste alla Francia; attende a specializzare le attribuzioni dei vari elementi che costituiscono l'esercito, fa in modo di porre un freno a quelle supremazie colle quali alcune armi, alcuni corpi tentano sempre d'imporsi; epperciò stabilisce che tutte le armi siano ugualmente trattate e fa in modo che le attribuzioni dei singoli elementi dell'esercito siano ben definite, affinchè ognuno concorra con tutta la propria energia, allo scopo comune. Nella sua qualità di distintissimo ingegnere egli si preoccupa dell'ordinamento delle ferrovie, affinchè la mobilitazione, i concentramenti si effettuino colla massima rapidità, e per secondare i movimenti che possano accadere nello attacco come nella difesa.

L'ordinamento delle opere di fortificazioni per mettere in grado di resistere ai potenti mezzi di attacco testè introdotti negli eserciti, è oggetto della sua particolare attenzione. Questa si rivolge più specialmente alla fabbricazione delle nuove armi adatte alle potenti materie esplosive recentemente scoperte; si lavora con febbrile attività per dotare l'esercito di tali nuovi strumenti da guerra, affinchè esso ne sia interamente provveduto nella prima metà del venturo anno. Si ha luogo di pensare che la Francia, in questo momento specialmente per le materie esplosive, è più avanti di tutte le altre nazioni, ed è su questa prevalenza che si fa assegnamento per ottenere il vantaggio nell'attacco come nella difesa. I mezzi di cui questo esercito sarà tosto provveduto sono tali che una nuova tattica ne sarà una conseguenza necessaria; ed è perciò che si sta ora pensando ad elaborare una tale tattica, che, non avendo ancora alcun precedente, resta tuttora alquanto incerta. La superiorità che la Francia ha acquistato e che finora si mantiene nelle confezioni delle materie esplosive è dovuta a che quella parte del servizio di guerra è affidato ad un corpo di ingegneri speciale, distinto da quello di artiglieria ed interamente dedicato agli studi che si riferiscono a quella importante materia. Le ricerche che hanno condotto agli esplosivi ora adottati vennero eseguite nello stabilimento centrale delle polveri in vicinanza di Parigi, e furono sussidiate dal concorso dei più eminenti scienziati dell'Istituto di Francia, fra i quali il signor Berthelot, ex-ministro della pubblica istruzione ed autore di un trattato classico sulle materie esplosive. La composizione chimica di queste nuove polveri è sufficientemente conosciuta dopo che parecchie Potenze, fra le quali la Germania, ne poterono avere alcuni saggi; ma ciò che non si conosce bene ancora è la loro manipolazione. Intanto, finchè non si siano potuti raggiungere i risultati ottenuti dalla Francia, è opportuno di badare alla superiorità che sotto quel riguardo possiede tuttora l'esercito francese. Un ufficiale delle armi speciali, che ha assistito alle esperienze fatte in proposito, mi narrava, non ha guari, che restò meravigliato degli effetti di proiezioni della polvere. Essa non dà quasi fumo, il rumore di esplosione del fucile rassomiglia a quello di una capsula ordinaria; la traiettoria è talmente tesa che, sino a 500 metri, il cambiamento dell'alzo è inutile e la forza di penetrazione col fucile Lebel è tale che a quella distanza le palle possono attraversare lo spessore di carte rilegate in libri da sette a otto centimetri. Si conoscono già gli effetti prodotti dall'esplosione dei proiettili delle bocche da fuoco; ma un risultato da notare è che i gaz sviluppati in queste esplosioni sono estremamente tossici. Dò termine a questa digressione militare col dire che fra i ministri attuali, quello che ha preso la posizione più solida è, come dissi, il signor Freycinet; egli si trova all'infuori delle dispute politiche, è tutto dedito al suo presente ufficio, si riserva per l'avvenire.