Si tratterebbe quindi d'un doppio suicidio.

L'autopsia del cadavere della ragazza avrebbe rivelato che non era intatta, ma che non era incinta, come era stato supposto.

Sembra che l'Arciduca avesse visto per la prima volta la giovane Wetchera alle corse del Derby di Vienna in primavera e fosse stato vivamente colpito dalla di lei bellezza. Non era mistero in Vienna che l'Arciduca non viveva in grande armonia colla consorte, arciduchessa Stefania, e che in realtà i due sposi da molto tempo non avevano più intimità. L'Arciduca non poteva più sopportare la convivenza colla moglie, e si assicurava perfino che avesse chiesto all'Imperatore di poter divorziare, per sposare la signorina Wetchera, e che ne avesse ricevuto, come ben si può supporre, un rifiuto accompagnato da rimproveri. La baronessa Wetchera madre, che non ignorava le attenzioni dell'Arciduca verso sua figlia, ma che si assicura avere ignorato fino a qual punto queste attenzioni fossero intime, aveva passato colla figlia qualche tempo a Londra, durante la stagione estiva, in giugno e in luglio; poi passò il resto dell'estate a Reichnau, non lungi da Vienna. L'intimità fra la giovane e l'Arciduca, favorita, dicesi, dalla compiacenza d'una signora, amica della casa Wetchera, e dal comprato silenzio della domesticità, avrebbe cominciato nello scorso ottobre e avrebbe continuato fino al momento della catastrofe. I luoghi di convegno sarebbero stati il Prater, il giardino ed il palazzo di Modena, appartenenti all'arciduca Francesco d'Austria-Este, la casa stessa della baronessa Wetchera, in di lei assenza, e la casa dell'arciduca a Mayerling. Questa casa, o meglio l'agglomerato di case di Mayerling, antico convento, poi residenza di campagna, era divenuto da qualche anno proprietà dell'Arciduca, che ne aveva fatto una residenza di caccia; ed è situato in una valle, fiancheggiata da boschi, che si dirama dalla Helenenthal, valle principale di Baden presso Vienna.

Domenica 27 gennaio scorso, l'arciduca Rodolfo assistette insieme coll'Imperatore, con varii Arciduchi e Arciduchesse, e coll'arciduchessa Stefania, sua moglie, ad una serata presso il principe e la principessa di Reuss. A questa serata, a cui assisteva tutto il Corpo Diplomatico estero e tutta l'alta società di Vienna, c'era pure la baronessa Wetchera colla figlia. Parlai, io stesso, alla prima e stetti qualche tempo vicino alla seconda, non senza notare che i di lei occhi erano costantemente fissi sul Principe Imperiale. Mi si dice che questi le parlò. Io non lo vidi. Ma sembra certo che, sia di viva voce, durante quella serata, sia, come pure si dice, con un biglietto mandato l'indomani, la signorina avvertì il Principe che sarebbe andata a raggiungerlo a Mayerling.

Il lunedì 28 gennaio, nel pomeriggio, l'Arciduca si recò a Mayerling e invitò a una partita di caccia, per l'indomani mattina, suo cognato il duca Filippo di Sassonia Coburgo ed il conte Hoyos, suo famigliare.

La signorina Wetchera, nel pomeriggio dello stesso giorno di lunedì 28 gennaio, eludendo la sorveglianza della dama di compagnia che era entrata per qualche istante nel magazzino di Rodek al Kohlmarkt, si mise in un fiacchero e pervenne, la sera stessa, alla casa di caccia di Mayerling. La madre, inquieta di questa fuga, si sarebbe diretta, per avere notizie della figlia, alla polizia, che non seppe o non volle dargliene. Fatto è che la ragazza passò la notte del 28 al 29 gennaio coll'Arciduca e nella di lui camera. Il martedì mattina, 29 gennaio, l'Arciduca non prese parte alla caccia e fece dire al duca Filippo di Coburgo e al conte Hoyos che avessero a cacciare senza di lui. Dopo la caccia, nel pomeriggio, l'Arciduca, che avrebbe dovuto far ritorno a Vienna per assistere ad un pranzo di famiglia, pregò il duca Filippo di Coburgo, che doveva assistere allo stesso pranzo, di scusarlo presso l'Imperatore e l'Imperatrice, e telegrafò pure all'arciduchessa Stefania per iscusarsi, allegando una leggiera indisposizione.

Il conte Hoyos rimase a Mayerling. La caccia doveva ricominciare di buon'ora il mattino seguente, mercoledì 30 gennaio.

L'Arciduca passò ancora quella notte colla signorina Wetchera. Il fiaccheraio dell'Arciduca, Bratfisch, fu ammesso, dicesi a tarda sera, alla presenza dell'Arciduca e della giovane e cantò per divertirli.

E qui si passò nelle prime ore del mattino del 30, la tragedia del doppio suicidio.

La giovane parrebbe essere stata uccisa la prima di mano dell'Arciduca, in seguito a risoluzione presa da entrambi di morire insieme; ma è anche possibile che essa si sia uccisa di propria mano. Pare certo però che sia morta per la prima, perchè fu trovata ben composta nel letto colle mani incrociate. L'Arciduca invece pendeva dalla parte superiore del corpo un po' fuori del letto, col braccio penzoloni, e con spruzzi di sangue sul petto, gettati a quanto pare dalla ferita della giovane morta.