E il 25 aprile, in seguito a nuove notizie allarmanti circa le intenzioni del governo russo verso la Rumania, soggiungeva:
Quest'ultimo concetto di federazione militare balcanica non può e non deve, naturalmente, attuarsi che per via di consigli, acciocchè paia spontaneamente voluta dai tre governi, non da altri suggerita, molto meno imposta. Nè credo si debba attendere l'ultimo momento per procurare quell'accordo. Ove la guerra scoppi non è più luogo a federazione, ma ad alleanze, e queste si stringono secondo l'interesse del momento. Non divido gli apprezzamenti ottimisti del conte Kálnoky, al quale auguro, come a noi pure, che la Russia si conduca con calma nella questione che pare voler suscitare in Rumania.
Nella tornata del 3 maggio della Camera dei deputati l'onorevole Crispi, interpellato e biasimato da alcuni deputati dell'Estrema sinistra per un congedo accordato all'Ambasciatore d'Italia presso il governo francese alla vigilia dell'inaugurazione dell'Esposizione di Parigi, rispose:[27]
«Il governo della Repubblica francese per la solennità del centenario del 5 maggio e per l'inaugurazione dell'Esposizione universale, non invitò il corpo diplomatico: quindi da parte nostra non ci potevano essere rifiuti. (Si ride a destra. — Rumori all'estrema sinistra).
Il congedo dell'onorevole generale Menabrea non fu nè imposto, nè consigliato da me. Sin dal 3 aprile, il nostro Ambasciatore chiese al Ministro degli esteri di permettergli di venire in Italia, e il permesso subito gli fu concesso. (Interruzioni all'estrema sinistra).
Presidente. — Non interrompano, onorevoli colleghi, li prego!
Crispi, presidente del Consiglio. — Ciò posto cadono tutti i ragionamenti politici, tutte le narrazioni dei nostri onorevoli colleghi dell'estrema sinistra; e potrei qui terminare.
Io non ho nulla a cangiare alle cose dette il 25 giugno 1887 quando risposi all'onorevole deputato Cavallotti.
Non ho da difendermi dalle accuse di debolezza o di mancanza a doveri internazionali, poichè questi non sono in questione; non ho neanche bisogno di dire alla Camera come intenda governare il paese, imperocchè essa, dopo due anni da che sono al potere, ha potuto sapere e sa come mi conduco all'interno, come mi sono condotto o mi conduco all'estero.
Duolmi soltanto che il deputato Ferrari, dopo aver combattuto i vivi, abbia ricordata la tomba di un principe, la quale è circondata dalla pietosa simpatia di tutto il mondo. (Benissimo! Bravo!)