Voi lo sapete: al 1866 il regno d'Italia rimase senza frontiere dalla parte delle Alpi orientali. Se l'Austria ottenesse nuove provincie, le quali la rinforzassero nello Adriatico, il nostro paese resterebbe stretto come entro una tenaglia e sarebbe esposto ad una facile invasione tutte le volte che ciò convenisse al vicino impero.
Voi dovreste aiutarci in questa occasione. Noi siamo fedeli ai trattati e nulla vogliamo dagli altri. Voi dovreste domani dissuadere il conte Andrássy da ogni desiderio di conquiste nel territorio ottomano.
— L'Austria segue una buona politica, ed io devo credere che vi persisterà. Un solo caso vi potrebbe essere che valga a rompere ogni accordo tra l'Austria e la Germania ed è una differenza nella politica dei due governi in Polonia.
In Polonia esistono due nazioni: la nobiltà ed il contadiname (la noblesse et le paysan), di natura ed abitudini diverse. La prima è irrequieta, faziosa; il secondo è tranquillo, laborioso, sobrio. L'Austria accarezza la nobiltà.
Se scoppiasse un movimento polacco, se l'Austria lo aiutasse, noi dovremmo opporci. Noi non possiamo permettere la ricostituzione di un regno cattolico alle nostre frontiere. Sarebbe la Francia del Nord. Oggi, ne abbiamo una; allora avremmo due Francie, le quali naturalmente sarebbero alleate e noi saremmo in mezzo a due nemici.
La risurrezione della Polonia ci nuocerebbe anche per altri motivi; essa non potrebbe avvenire senza la perdita di una parte del nostro territorio. Ora noi non possiamo rinunziare a Posen e a Danzica, perchè l'impero tedesco resterebbe scoperto dalla parte dei confini russi e perderebbe i suoi sbocchi nel Baltico.
L'Austria sa che non può ritornare indietro e sa che noi siamo amici leali. Essa è in una buona via e non ha interesse di abbandonarla. Se mutasse, se si facesse protettrice del cattolicismo, muteremmo anche noi, ed allora, per conseguenza, saremmo con l'Italia. Per ora nulla ci dà a credere che questo avvenga.
Non cerchiamo coi sospetti di dar pretesto a che l'Austria cangi politica. Vi sarà sempre tempo a provvedere.
Il Danubio non ci riguarda. Esso è navigabile da Belgrado in poi; a Ratisbona non vi sono che alcune zattere (quelques radeaux).
L'Austria al 1856, nel Congresso di Parigi, per suo proprio interesse trascurò la Confederazione germanica nella Commissione pel Danubio ed in verità non ce ne era bisogno. L'Austria fa i suoi commerci per la via di Trieste e di Amburgo.