L'Incaricato d'Affari a Berlino telegrafava il 18 luglio di aver comunicato al cancelliere Caprivi i telegrammi inviatigli dall'on. Crispi e di avergli fatto considerare la viva emozione che la notizia della nuova convenzione tunisina avrebbe destato in Italia quando fosse conosciuta.
Il Cancelliere — diceva il Beccaria — mi parve compreso della gravità dell'argomento; dissemi però che appunto per questo non poteva pronunziarsi senza maturo e profondo esame. La mole degli affari che lo hanno assorbito dal giorno della sua venuta al potere non gli lasciò tempo di approfondire la questione tunisina, che non si aspettava di veder sorgere così presto, e che lo coglie quindi alla sprovvista. Egli ne farà subito oggetto di un attento esame.... Stando ai ragguagli recentemente inviati dal conte Hatzfeldt, lord Salisbury non avrebbe conoscenza del fatto.
Berlino, 23 luglio.
Esco da un colloquio col Cancelliere. S. E. crede utile per la riuscita della campagna diplomatica da condursi per l'affare tunisino, il concorso dell'Austria-Ungheria e di somma importanza quello dell'Inghilterra.... Subito dopo le mie prime comunicazioni, il gabinetto di Berlino intavolò attive pratiche a Londra e a Vienna. Benchè queste non abbiano ancora approdato, il Cancelliere spera di poter arrivare a presentare rimostranze collettive a Parigi.... Intanto egli mi pregava istantemente di assicurare V. E che questo governo è, come per lo passato, animato dalle migliori disposizioni e dal maggiore desiderio di rendere servizio all'Italia, e che egli poi, generale Caprivi, sarà personalmente ben lieto d'avere occasione di testimoniare a V. E. il suo buon volere e l'alto conto in cui tiene le di Lei vedute ed apprezzamenti, sapendo con qual uomo di Stato, esperimentato ed illuminato, egli ha da fare.... Da certi accenni fattimi dal Cancelliere e da ragguagli venutimi da altra sorgente, ho potuto indurre che, tastato il terreno a Londra, il Gabinetto di Berlino, pur non dubitando della possibilità di ottenere l'appoggio degli Inglesi, si è convinto della necessità di procedere verso essi con grande cautela, sopratutto in questo momento in cui lord Salisbury è impegnato con la Francia in negoziati difficili per gli affari di Zanzibar e di Terranova.
Beccaria.
Roma, 24 luglio.
Regia Ambasciata Italiana,
Berlino.
Ieri sera è venuto il conte di Solms e mi ha a un dipresso detto ciò che è contenuto nel di Lei telegramma. Dissi all'ambasciatore di Germania quali siano i pericoli per la libertà del Mediterraneo e la pace Europea, se la Francia diverrà sovrana assoluta della Tunisia. Soggiunsi che ove ciò avvenisse senza alcuna opposizione da parte delle Potenze alleate, sarebbe indubitata la occupazione anche della Tripolitania. Bisogna quindi o trovar modo d'impedire la dominazione assoluta francese in Tunisia, o premunirsi perchè la Tripolitania sia data a noi, come sola possibile garanzia di fronte all'aumentarsi della potenza militare e marittima della Francia.... Noi vogliamo procedere d'accordo coi gabinetti amici, ma siamo risoluti ad usare tutti i mezzi perchè l'Italia non venga colpita da un fatto che sarebbe un disastro.
Crispi.
Berlino, 25 luglio.