Esco dal barone Holstein, il quale mi disse che i gabinetti di Berlino e di Londra sono venuti nella decisione di interpellare in forma cortese il governo francese circa affare tunisino.
Mentre conversavo col barone, giunse un telegramma dell'ambasciatore di Germania a Parigi così concepito: «Appena misi conversazione sulla Tunisia, il signor Ribot dichiarò assolutamente falsa la voce sparsa dall'Italia che un accordo sia stato concluso dalla Francia col Bey indennizzando i di lui eredi mediante due milioni di franchi. Il Ministro degli Affari esteri mi pregò di comunicare questo al Cancelliere imperiale onde evitare malinteso».
Beccaria.
Roma, 27 luglio.
Regia Ambasciata Italiana,
Berlino,
La smentita data da Ribot sulla esistenza del trattato col quale era ceduta alla Francia la piena sovranità della Tunisia, ha una importanza relativa e non ci rassicura pensando alla condotta precedente del Governo della Repubblica.
Il 12 maggio 1881 fu occupata la Tunisia e fu firmato il trattato per il protettorato, mentre il 6 aprile dell'anno stesso, cioè pochi giorni innanzi, Barthélemy Saint-Hilaire aveva dichiarato a Cialdini che la Reggenza non sarebbe stata occupata.
Crispi.
Berlino, 28 luglio.
V. E. sarà già informata da Londra, che lord Salisbury interpellò quell'ambasciatore di Francia circa l'esistenza della convenzione assicurante alla Repubblica francese la piena sovranità sulla Tunisia. Il signor Waddington, dopo riferito al suo governo, avrebbe fatto al ministro degli Affari esteri inglese una dichiarazione analoga a quella del signor Ribot al conte Münster. Quest'ultimo, dopo il telegramma di cui diedi contezza il 25 corrente, scrisse che le affermazioni del ministro degli Affari esteri francese erano state delle più formali, cosicchè devesi credere o che la convenzione realmente non esista, o che la Francia non si senta abbastanza forte per dar seguito alle sue mire di fronte alla resistenza intravveduta.