Il Waddington stesso ebbe cura di vantarsi di quella concessione, come di un grande successo della sua carriera. Ciò è ben messo in luce nella lettera che segue dell'ambasciatore Tornielli all'on. Crispi:

«Londra, 9 gennaio 1894.

Nella campagna elettorale che riuscì sfortunata per il sig. Waddington, questi, giustificando l'operosità sua a prò della Francia nel servizio diplomatico, addusse in una lettera pubblicata nei giornali, fra gli altri titoli di merito, lo aver egli durante il Congresso di Berlino e mediante una segreta stipulazione con l'Inghilterra, ottenuto per la Francia «carte blanche» a Tunisi, sicchè potè essere più tardi stabilito il protettorato francese senza che occorresse alcun incidente europeo.

Mentre era al governo lord Salisbury, quando io, in obbedienza alle insistenti istruzioni del R. governo, dovetti ripetutamente urtarmi contro le evasive sue risposte alle nostre comunicazioni intese a conseguire che il Gabinetto di Londra s'interessasse al par di noi nella questione di Biserta, non mancai di riferire che, a parer mio, questo ministro britannico che era stato plenipotenziario al Congresso di Berlino, doveva essere trattenuto in questa questione dai personali impegni colà presi appunto col sig. Waddington. Quelle che erano supposizioni, suggerite dal singolare contegno di lord Salisbury, divennero in me quasi una certezza durante un colloquio avuto con lord Rosebery nel luglio 1893, quando incidentalmente S. S. affermavami che l'occupazione della Tunisia per parte della Francia era stata, tra questa e le altre potenze, regolata all'epoca del Congresso di Berlino.

La lettera recente del sig. Waddington ai suoi elettori toglie di mezzo ogni incertezza. Non è l'antico ambasciatore francese a Londra persona tale da equivocare nell'uso di parole delle quali perfettamente conosce il proprio significato ed il valore. Non ho veduto il testo francese del suo scritto, ma ne ho sotto gli occhi la versione inglese data dal Times: «Finally, by a secret stipulation with England, I obtained carte blanche for France in Tunis, which later on permitted us to establish there our protectorate without the occurrence of any european incident». Se il sig. Waddington ha scritto che una stipulazione segreta ha avuto luogo con l'Inghilterra, ciò vuol dire che un impegno scritto esiste. E le ultime parole da lui adoperate indicherebbero che altre Potenze dovrebbero averne avuta notizia senza muovere contro la medesima alcuna obiezione. Questa interpretazione sarebbe conforme a ciò che lord Rosebery ebbe a dirmi occasionalmente.»

È da notarsi che i plenipotenziarii italiani a Berlino ebbero un vago sospetto di accordi altrui relativi alla Tunisia, stipulati o in via di stipulazione. Infatti il 18 luglio 1878, cinque giorni dopo la firma del trattato, l'ambasciatore di Launay telegrafava a Roma:

«Il serait prudent d'avoir l'œil ouvert à Paris relativement à des combinaisons éventuelles se rattachant à Tunis.»

Questo avvertimento, trasmesso all'ambasciatore a Parigi, irritò questi, ch'era il general Cialdini, il quale rispose il 18:

«En réponse à votre télégramme d'avant-hier soir concernant la question de Tunis, j'envoie aujourd'hui à V. E. nouveau rapport aussi rassurant que possible. Je prie de faire savoir à S. E. l'ambassadeur de S. M. à Berlin qu'il serait prudent d'avoir l'œil ouvert sur le prince de Bismarck relativement à des combinaisons éventuelles se rattachant à la Hollande.»

L'ironia del gen. Cialdini era fuor di luogo, perchè la combinazione relativa alla Tunisia era un fatto reale; ma non a Parigi bisognava tener gli occhi aperti, siccome consigliava il di Launay: sarebbe stato, invece, più opportuno averli tenuti aperti a Berlino.