«Tripoli e Tunisi — Il sig. Arturo Arnold chiede se vi sia qualche documento della conversazione tenuta da lord Salisbury, relativamente all'occupazione di Tripoli per parte dell'Italia, in compenso dell'ingresso della Francia a Tunisi. Sir Charles Dilke risponde: «Tutte le informazioni che il governo di Sua Maestà è in grado di somministrare sono contenute nei documenti che sono stati deposti sulla tavola della Camera; ed io non sono disposto (I am unwilling) ad essere trascinato, rispondendo all'interpellanza del mio onorevole amico, in una discussione sopra quell'argomento.»
Una tale risposta essendomi sembrata alquanto equivoca, mi recai l'indomani, 27 corrente, dal conte Granville, al quale domandai qualche spiegazione esplicita in proposito, affine di non lasciare pesare un dubbio sopra un fatto pubblicamente smentito.
Il nobile lord mi rispose che non v'era stato scambio di corrispondenza fra i due governi a proposito di Tripoli; che non vi erano documenti ufficiali relativi a quell'argomento; ma nello stesso tempo, mi dichiarò, confidenzialmente, che non poteva rispondermi, nè dirmene di più.
Nel congedarmi dal conte Granville, io gli dissi ridendo:
«Je vois que V. E. fait comme un de nos anciens ministres, le commandeur Galvagno, qui, pressé de donner à la Chambre des explications sur des faits qu'il ne croyait pas devoir discuter, se débarrassa des interpellations en disant ces mots restés célèbres: Je réponds que je ne réponds pas.»
Il nobile lord si mise a ridere dicendomi in francese: Anch'io rispondo che non rispondo.
Io vidi di nuovo il conte Granville l'indomani, 28 corrente, alla serata data nel Foreign Office, in onore del giorno onomastico della Regina. Egli mi prese a parte e mi disse con molto garbo: «Ieri le ho parlato confidenzialmente sulla questione tripolitana, ma mi accorgo che quella mia riserva è inutile, ed Ella è padrone di scrivere che ho risposto ch'io non rispondeva alle di Lei interrogazioni».
Questi fatti mi hanno lasciato l'impressione che, presso il Foreign Office esiste il convincimento che la quistione della cessione di Tripoli all'Italia, in compenso dell'abbandono di Tunisi alla Francia, venne ventilata in qualche conversazione al Congresso di Berlino.
Ho creduto dover mio di riferire questo fatto all'E. V., sia per rispondere adeguatamente al telegramma sopra trascritto di codesto Regio ministero, sia per metterla in grado di apprezzare quale influenza abbiano potuto avere certi incidenti sullo svolgimento della quistione tunisina.»
L'impressione del generale Menabrea era esatta; infatti la cessione di Tripoli all'Italia venne ventilata a Berlino in una conversazione ch'ebbe luogo tra lord Salisbury e il secondo dei plenipotenziarii italiani a quel Congresso, conte di Launay. E questi ne aveva riferito l'11 agosto 1878. Ma alla Consulta non leggevano i documenti?