[Capitolo Terzo. — Le fortificazioni di Biserta.]

Biserta, la «maggiore posizione strategica del Mediterraneo». — Crispi impedisce alla Francia di fortificarla. — Gl'impegni del 1881, confermati da vari ministri francesi, sono da Ribot dichiarati senza valore. — Sorpresa della Germania per la teoria di Ribot. — Lord Salisbury presta fede alle dichiarazioni della Francia che non fortificherebbe Biserta. — Pro-memoria di Crispi a Salisbury. — Il cancelliere Caprivi e il reclamo italiano. — Possibilità di guerra. — Il ritiro di Crispi dal Governo lascia libera la Francia. — Lo Stato Maggiore germanico e Biserta. — Una lettera angosciosa di Crispi al Re Umberto. — Biserta fortificata è l'orgoglio della Francia e una minaccia per l'Italia.

La questione di Biserta, accesa, si può dire, fin dal 1881, si fece viva e ardente più che mai, sotto il primo ministero Crispi (1887-91).

L'on. Crispi, nella qualità di ministro per gli affari esteri, tenne costantemente rivolta la propria attenzione a siffatta vertenza, e non si stancò mai:

a) di far tener dietro, con vigilante cura, sul posto, al progresso e alla natura de' lavori che si venivano compiendo a Biserta:

b) di denunziare alle potenze amiche, alleate, o interessate, siffatti progressi ed ogni lieve fatto che meritasse di essere rilevato;

c) di chiedere schiarimenti e ottenere assicurazioni dal governo francese;

d) e sopratutto, di interessare l'Inghilterra a prendere l'iniziativa e ad associarsi a noi e ai nostri alleati in una azione diretta ad impedire il proseguimento di que' lavori. [pg!72] che si rivelavano contrari agl'impegni presi dalla Francia all'epoca dell'imposizione del suo protettorato in Tunisia, e che minacciavano di turbare l'equilibrio e lo statu quo nel Mediterraneo.

Il gabinetto britannico, dietro nostre replicate sollecitazioni, con memorandum 10 gennaio 1889 ammise e dichiarò al nostro governo di riconoscere che Biserta era la maggiore posizione strategica nel Mediterraneo, e fermamente ammonì, in conseguenza, il governo della Repubblica francese rammentando gl'impegni da esso presi nel 1881. La Germania fece altrettanto a Parigi per mezzo del proprio ambasciatore. E risulta così che la Francia non dette esecuzione ai suoi progetti perchè l'Europa teneva gli occhi rivolti a Biserta. La Repubblica francese, infatti, — (essendo ministro degli esteri il Goblet) — si affrettò a rassicurare Londra e Roma che non aveva intenzione nè di ampliare nè di fortificare il porto di Biserta, e che trattavasi soltanto di scavi necessarii e periodici.

A nuove insistenze del ministro Crispi in data 29 gennaio 1889, Salisbury risponde confermando che la questione di Biserta interessa non meno la Gran Brettagna che l'Italia, e avvertendo che fa esercitare sul luogo continua vigilanza e manda ogni tanto una nave della flotta a constatare il vero stato delle cose.