Ambasciata Italiana
Vienna.
«Vienna, 13 luglio 1889.»
(Personale). Ho chiesto a Kálnoky di procurare informazioni sull'andamento del processo Ulmann. Egli mi ha promesso domandarle al Ministero di Grazia e Giustizia e di comunicarmele, ma mi ha fatto osservare che i consoli, all'infuori del levante, non hanno diritto di chiedere alle autorità giudiziarie comunicazioni di processi criminali pendenti. Quanto alle ragioni svolte nel telegramma di V. E., io le esposi amichevolmente al conte Kálnoky, il quale si rende perfettamente conto della situazione e apprezza gli sforzi da Lei fatti per fare cessare agitazioni irredentistiche, ma d'altra parte egli mi disse che sarebbe ingiusto e di pessimo esempio risparmiare i rei unicamente perchè protetti dal partito ostile all'alleanza.
Nigra».
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Il 17 luglio il Comitato irredentista radicale per Trento e Trieste diramò il seguente manifesto firmato da Giovanni Bovio, Matteo Imbriani, Antonio Fratti e da altri:
«Italiani!
Quando governi e parlamenti — obbliano i diritti ed i doveri della Nazione — dalla grande anima del popolo sorge una voce, che i diritti ed i doveri tutti del presente raccoglie e compendia in un motto: Trieste e Trento.
È l'istinto dell'ente collettivo, è la coscienza nazionale, che proclama alto questi nomi, nel momento storico necessario.
E il pericolo è grave, immediato.
Patti che non conosciamo ci vincolano. Sappiamo solamente che una odiosa alleanza ci lega ai nemici nostri.
L'Italia è minacciata da una guerra che dovrebbe sostenere per interessi di altri — contro i proprî — e dalla quale, vinta o vincitrice, uscirebbe mancipio dello straniero.
E frattanto mancipii viviamo, quasi fossimo condannati a servire sempre.
Ma dei fatti nostri noi soli siamo arbitri.
Avvaliamoci di tutti i mezzi che ci vengono consentiti; l'opinione pubblica può impedire grandi sciagure — la volontà determinata del popolo s'imporrà a tutti.
Scongiuriamo i pericoli sovrastanti; stringiamoci in un patto nei sacri nomi di Trieste e Trento. — Questo motto e grido che scuote — è squillo che unisce — è monito che avverte.
Roma, 17 luglio 1889.
«Italiani!
Roma, 17 luglio 1889.
Avvertenze.
Le associazioni operaie, patriottiche e politiche, le Società dei Veterani e reduci dalle patrie battaglie, Circoli popolari e quanti fra i patrioti curanti la causa nazionale aderiscono al presente appello, sono vivamente pregati d'inviare sollecita dichiarazione e di costituire immediatamente nelle rispettive località Comitati e nuclei con identico programma, mettendosi tutti in diretta comunicazione con questo Comitato di Roma, per le opportuna intelligenze sul lavoro da compiersi in comune.
Tutte le comunicazioni dovranno essere inviate al seguente esclusivo indirizzo:
Comitato per Trieste e Trento — Roma.»
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