Il portafoglio degli affari esteri era stato affidato al barone Blanc, già ambasciatore a Costantinopoli e bene al corrente della situazione internazionale. La Francia, come si è detto, stava tuttavia in armi, mentre le relazioni con la Germania, l'Austria-Ungheria e l'Inghilterra, da ottime che erano state sino al 1891, si erano fatte tepide durante i tre anni seguenti. Pur cercando, per quanto era possibile, di rinnovare la intimità che aveva dato eccellenti risultati governando in Germania il principe di Bismarck, l'on. Blanc volle fare il tentativo di troncare la politica di dispetti della Francia, mostrandole il sincero desiderio nostro di amicizia.

Occorreva per ciò un ambasciatore di grande autorità a Parigi, e l'on. Blanc ebbe l'idea che cotesto rappresentante potesse essere il conte Nigra, il quale si trovava a Vienna, ed era stato ambasciatore in Francia per lunghi anni, sotto l'Impero e anche con la Repubblica, sino al 1876. La corrispondenza che segue fa testimonianza del proposito del Blanc, cui non mancò l'appoggio di Crispi:

«Conte Nigra Ambasciata Italiana,

Vienna.

Roma, 18-3-1894.

(Personale). D'accordo col Presidente del Consiglio, La prego rendere un grande servizio al Re e al Paese accettando di ritornare a Parigi. Conoscendo il Suo alto patriottismo sono convinto che nessuna considerazione secondaria la farà esitare, potendo Ella meglio di chicchessia assecondarci in una opera di pacificazione che richiede speciale autorevolezza. Pensi alle gravi circostanze del Paese che più che mai domandano l'incondizionata abnegazione già da Lei tante volte dimostrata per il bene pubblico.

Blanc.»

«Conte Nigra Ambasciata Italiana,

Vienna.

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«S. E. Blanc,

Roma.

Vienna, 18-3-1894.

(Personale). Se fossi persuaso che la mia presenza a Parigi potesse giovare all'opera di pacificazione che è nelle intenzioni del R. Governo, non esiterei, malgrado ogni convenienza personale, ad accettare la proposta fattami in termini così lusinghieri; ma io sono convinto che i miei precedenti ben noti devono precludermi per sempre l'ambasciata a Parigi. Le ricorderò che questi stessi precedenti impegnarono il Ministero Depretis nel 1876 a richiamarmi da quel posto. In tale convinzione, debbo ricusare un incarico che io so positivamente di non potere disimpegnare. Ho poi qualche ragione di credere che il mio trasloco farebbe cattiva impressione qui dove la mia azione sembra essere apprezzata. Non insisto su quest'ultimo motivo non avendo io la presunzione di credere che altri non possa fare in questo posto quanto io fo. Insisto invece sulla mia incompatibilità a Parigi, circa la quale la mia convinzione è inconcussa.

Nigra.»

«S. E. Blanc,

Roma.

«Conte Nigra Ambasciata Italiana,

Vienna.

19-3-94.

(Personale). Sua accettazione avrebbe alto valore di confermare programma suo e del Conte Kálnoky che alleanze pacifiche sono conciliabili con buone relazioni con Francia come con Russia. Suo rifiuto porrebbe in gran dubbio possibilità di tale programma.

Il Governo, giudice delle necessità attuali, deve insistere nel fare appello al suo patriottismo ed alla sua deferenza ai desideri di Sua Maestà.

Crispi.»

«Conte Nigra Ambasciata Italiana,

Vienna.

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