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«Ressman ambasciatore Italia

Parigi.

Roma, 1.º gennaio 1895.

Il Temps del 30 dicembre conferma la mala volontà ed il contegno in questi ultimi tempi dell'ambasciatore di Francia in Roma. Il signor Billot è stato una eccezione nella diplomazia straniera presso il Quirinale, cospirando coi nostri avversarii e riferendo cose strane al suo Governo. Il suo linguaggio con alcuni suoi colleghi è stato sconveniente, e prova che nulla è possibile tra la Francia e l'Italia quando coloro che dovrebbero cooperarsi ad un accordo fra i due paesi lavorano a sempre più inimicarli.

Vi scrivo ciò per vostra norma, convinto come io sono che anche voi sarete impotente nella missione conciliatrice che vi avevo affidata.

Sbagliano però Billot ed il suo Governo nei loro giudizii e nelle opere loro; il Governo italiano resisterà alle congiure comunque favorite dallo straniero.

Crispi.»

«Ressman ambasciatore Italia

Parigi.

Ma se in quella circostanza la debolezza del Ressman potè dispiacere a Crispi, le ragioni del richiamo erano più lontane e furono sostanzialmente quelle indicate nel brano di diario qui avanti riferito.

È poi insussistente, anzi è contrario al vero, ciò che il Billot ha affermato circa la cattiva impressione che il provvedimento del governo italiano avrebbe prodotto presso gli alleati e circa i consigli di prudenza che da essi sarebbero stati dati.

Nel Diario di Crispi troviamo:

«6 gennaio ore 16 ½ — Visita del barone de Bülow. Felicitazioni per richiamo di Ressman. Non godeva la fiducia nè dell'ambasciatore inglese, nè del germanico.»

Al posto del Ressman fu inviato a Parigi il conte Tornielli, ambasciatore a Londra, il quale il 18 febbraio 1895 presentò [pg!176] le lettere credenziali al Presidente della Repubblica, Félix Faure, succeduto a Casimir-Perier, dimissionario il 15 gennaio di quello stesso anno. Il Tornielli, ricevuto con freddezza, potè grazie al suo tatto vincere dappoi le diffidenze e tenere degnamente la rappresentanza del suo paese. Le relazioni italo-francesi non mutarono, sebbene si evitassero nuovi incidenti. L'alleanza franco-russa, proclamata per la prima volta il 10 giugno alla tribuna parlamentare dai ministri Hanotaux e Ribot, non giovò davvero a ispirare idee pacifiche alla politica della Francia, la quale divenne più che mai altezzosa e attivamente malefica in Etiopia agl'interessi italiani.

Di quest'azione parleremo altrove. [pg!177]

[Capitolo Sesto. — La Francia contro il credito italiano.]