Il 2 agosto giungeva la seguente risposta:
«Iersera solamente il sottosegretario di Stato, dopo avere riferito a Varzin, mi comunicò che il Cancelliere accolse di buon grado la domanda di V. E. ed impartì istruzioni per reagire contro il ribasso del prezzo della nostra rendita verificatosi nel luglio. Alcuni giornali impegneranno l'azione, anzi uno di loro l'ha già iniziata sino dal 24 dello stesso mese, ma ciò avrà luogo nella misura richiesta dal fatto che da qualche giorno si manifesta un rialzo della rendita. Un'azione più determinata ed un eventuale concorso dei finanzieri di Berlino sarebbero meglio indicati allorchè non si mantenesse l'attuale rialzo.»
Queste assicurazioni erano confermate a Roma dall'Ambasciatore germanico, come si rileva dal seguente telegramma diretto da Crispi al conte de Launay a Berlino in data 6 agosto:
«Il 4 corrente il conte di Solms è venuto ad assicurarmi che S. E. il Principe di Bismarck aveva fatto pratiche affinchè si arrestasse il movimento di ribasso provocato contro la rendita italiana alla Borsa di Parigi. Soggiunse che i banchieri ai quali S. E. si era diretta [pg!180] vorrebbero che ci valessimo di loro per le operazioni di credito alle quali l'Italia potrebbe ricorrere. Risposi che per il momento non abbiamo bisogno di prestiti, i servizi della Tesoreria essendo pienamente assicurati; ma che all'occorrenza ed in ogni occasione ci varremmo dei banchieri tedeschi. Voglia confermare questa mia assicurazione al Principe prevenendolo che il lavoro al ribasso ha ripreso nuovamente alla Borsa di Parigi e dicendo essere ormai necessario che da Berlino si provveda ad arrestare la manovra dei nostri avversari, come già fu fatto con successo lo scorso anno.»
Ma l'intervento dei banchieri berlinesi ritardava. Il 10 settembre l'Ambasciata italiana a Parigi telegrafava ripetutamente:
«Un malevolo articolo del Matin dice imminente in Italia il decreto che ristabilisce il corso forzoso come fatale conseguenza dell'autorizzazione data al ministro del Tesoro d'emettere per 90 milioni di biglietti consorziali da 10 e da 5 lire. I bollettini finanziari dello stesso e di altri giornali spingono con crescente accanimento alla vendita ed espulsione dei titoli italiani.
Il fatto che la rendita italiana ribassò qui oggi fino a 91 produce molta impressione nella nostra Colonia, taluni membri della quale vorrebbero che dal R. Governo in qualche modo si provvedesse per impedire un panico che potrebbe diventare dannosissimo al nostro credito.»
E Crispi incalzava a Berlino lo stesso giorno:
«Dal Gabinetto germanico fummo assicurati che l'azione dell'alta Banca tedesca a favore della nostra rendita si spiegherebbe allorchè fosse discesa al disotto del corso di 93. Essa è attualmente a Parigi scesa a 91 ed a Berlino a 92 e frazioni. Il momento è dunque giunto. Desidero che V. E. riprenda immediatamente le pratiche presso cotesta Cancelleria acciocchè i signori Bleichroeder ed altri siano interessati ad entrare in campagna per il rialzo dei nostri fondi.
In seguito mio telegramma odierno la prego far notare a codesta Cancelleria come la cospirazione alla Borsa di [pg!181] Parigi contro il nostro 5% sia evidente. I bollettini finanziari dei giornali francesi lo dimostrano tale, ed ormai bisogna esser ciechi per non vedere che la guerra che per il momento non ci si fa militarmente, ci vien fatta deprezzando il nostro credito. La rendita in pochi mesi è ribassata di sei punti e continua a ribassare per le false notizie diffuse dalla stampa.»
Contemporaneamente Crispi telegrafava all'on. Giolitti, succeduto al Magliani nel Ministero del Tesoro:
«La rendita continua a discendere a Parigi, e siccome il movimento di ribasso in quella Borsa colpisce solamente il nostro 5% e non gli altri titoli stranieri, bisogna provvedere senza ulteriore indugio. Al 1888 Magliani ed io abbiamo resistito alla guerra che ci si voleva fare.
Parmi che si potrebbe oggi fare lo stesso. Ho telegrafato a Berlino. Chiamate Grillo ed Allievi, e ricostituite altra volta il Sindacato. Allora c'eravamo anche rivolti a Londra con buon successo, siccome potrete sapere dal Cantoni.»