«La campagna — scriveva il Menabrea — aperta in questa piazza contro il credito dell'Italia, che sembrava alquanto smessa, si è di nuovo ravvivata sotto diverse influenze. Anzitutto vi ha il nuovo prestito di 700 milioni che sta per aprirsi dal Governo Francese, per il quale si richiede che il danaro, anzichè portarsi sui valori esteri e specialmente sui nostri che avevano ripreso un poco di favore, si riservi al contrario per il sovradetto prestito. Indipendentemente da questa circostanza, vi ha sempre la dominante passione d'inceppare il Governo Italiano in tutti i modi, specialmente nelle cose economiche, colla speranza di ridurlo ad arrendersi in balìa della Francia.»

L'ambasciatore germanico, conte Solms, scriveva a Crispi il 3 aprile: [pg!184]

«Mon cher Président,

Comme je vous l'avais promis hier, j'ai télégraphié au Ministère des Affaires Étrangères à Berlin en lui communiquant votre désir au sujet de M. de Bleichroeder, à qui j'ai en même temps adressé une lettre particulière.

J'ai aujourd'hui la satisfaction de vous informer qu'on m'a télégraphié de Berlin que dès qu'on a pris connaissance de l'intérêt que vous témoignez à cette affaire financière, on a exercé, avec le consentement de M. le Chancelier, une vive pression sur M. Bleichroeder pour créer avec son concours et celui de la «Disconto Gesellschaft» un puissant consortium allemand en faveur de l'entreprise financière italienne; que le succès, quoique pas encore assuré, était néanmoins vraisemblable.

Je suis chargé de communiquer cette nouvelle très confidentiellement à Votre Excellence et je suis heureux que ma démarche promet un bon résultat.»

«Mon cher Président,

Lo stesso giorno il banchiere S. Bleichroeder, amico personale del Principe di Bismarck, telegrafava a Crispi:

«Je suis heureux de pouvoir annoncer à Votre Excellence entente établie entre moi et groupe des banques.»

Ancora nel 1890 l'on. Crispi appoggiò diplomaticamente la creazione dell'Istituto Italiano di Credito Fondiario col concorso di un Sindacato finanziario germanico. Esso fu un fatto compiuto il 25 agosto di quell'anno. Il comm. Giacomo Grillo, direttore generale della Banca Nazionale, inviava in quel giorno da Lucerna il seguente telegramma a Crispi:

«Protocollo per creazione nuovo Credito fondiario italiano sottoscritto oggi Lucerna fra Sindacato Italo-tedesco, Banca Nazionale e Società Immobiliare. Nuovo Istituto che avrà cento milioni di capitale comincierà con trenta milioni versati, assunti metà Banca Nazionale e metà Sindacato e Immobiliare.

Grillo.»

[pg!185]

Tornato alla fine del 1893 al Governo, l'on. Crispi trovò a Parigi le stesse cattive disposizioni nel mondo finanziario e bancario. La visita del Principe ereditario d'Italia a Metz, avvenuta sotto il Ministero precedente, era stata considerata in Francia come un oltraggio, e la Borsa di Parigi ne aveva profittato. Il programma dei ribassisti francesi era in quei giorni di portare la rendita italiana a 75, cioè al corso di quella spagnuola, e l'aggio al 20%, per mettere il Governo della Repubblica in grado d'infliggere all'Italia un grosso scacco con la denunzia della Convenzione monetaria. Il Sindacato Italo-Germanico fu ricostituito, ma alla testa del governo di Germania non vi era più il principe di Bismarck, e la sua efficacia fu scarsa.