Appare evidentemente evasiva la risposta che la Cancelleria di Pietroburgo dava al secondo quesito.
Il 17 e il 19 febbraio 1888 l'ambasciatore di Russia sig. Uxkull, conferiva sul detto argomento con Crispi. Leggiamo nel Diario di questi:
«Viene d'ordine del suo Governo a chiedere che l'ambasciatore italiano a Costantinopoli si associ all'ambasciatore russo di quella città allo scopo di ottenere dal [pg!222] Sultano che dichiari al principe Ferdinando illegale il suo soggiorno in Bulgaria.
Rispondo che l'Italia ritenne sempre legale l'elezione del principe Ferdinando, illegale la sua presenza sul trono bulgaro. In quanto alla domanda russa soggiungo non comprenderne lo scopo. Chiedo tempo a rispondere. Stabiliamo d'accordo che ci saremmo riveduti domenica 19.»
«Uxkull viene a chiedermi la risposta promessagli venerdì.
Rispondo: vi ripeto che noi riteniamo legale l'elezione del principe Ferdinando, illegale la sua presenza in Bulgaria. Questa mia opinione l'ho manifestata alla Turchia, verbalmente dicendola a Photiadès-pascià, e per nota scrivendola sin dal 17 agosto 1887 al barone Blanc, che la comunicò alla Porta. Mi par inutile, ozioso, ripeterla oggi e non so comprendere lo scopo cui mira la Russia.
— La chiediamo perchè senza l'assentimento di tutte le potenze, la Porta non farebbe la dichiarazione.
— Ma quando la Porta avrà fatto cotesta dichiarazione, quale conseguenza ne trarrete? Prima di decidermi, avrei bisogno di conoscere quali sarebbero gli ulteriori propositi della Russia. Voi lo sapete: noi siamo contrari a qualunque azione militare in Bulgaria.
— Noi non intendiamo agire con la forza contro il principe Ferdinando.
— Benissimo. E allora è inutile l'opera mia in Costantinopoli. Mi deciderò quando avrò conosciuto le vostre intenzioni. Ma perchè non convocate una conferenza? Sarebbe il solo modo di uscire dall'imbarazzo.
— Le conferenze non riescono senza un accordo preventivo.
— È vero. Ma io non vedo nulla di meglio.»
«Londra, 18 febbraio 1888.
L'ambasciatore di Russia ha fatto oggi a Salisbury una comunicazione verbale analoga a quella fatta a V. E. Salisbury ha risposto che prendeva in considerazione la domanda russa, ma che si riservava di rispondervi. Egli sin d'ora credeva che l'allontanamento del principe Ferdinando potrebbe avere le più gravi conseguenze [pg!223] e produrre dei disordini in Bulgaria. Occorrerebbe d'altronde sapere chi la Russia proporrebbe di mettere al posto del Principe.
Catalani.»
«Londra, 19 febbraio.
Ho comunicato a Salisbury il telegramma di V. E. di ier sera. Sua Signoria mi ha risposto come segue: «Aspetto di conoscere la maniera di vedere di Crispi e di Kálnoky, che ho consultati oggi, ma io son disposto a far sapere in sostanza alla Russia che il Governo inglese non può rispondere alla sua proposta senza conoscere che cosa il Gabinetto di Pietroburgo conti di proporre nel caso in cui, come risultato dell'azione delle potenze, il principe Ferdinando sia mandato via e la Bulgaria rimanga senza governo.»
Catalani.»
Il conte Kálnoky dette alla comunicazione russa, fattagli dall'ambasciatore principe Lobanow, risposta preliminare analoga a quella di Crispi e di Salisbury, che sviluppò dipoi in una nota. In essa il gabinetto imperiale e reale, dopo essersi associato con sincera soddisfazione e con spirito di conciliazione al desiderio espresso dal Governo della Russia di ricercare una soluzione pacifica della questione bulgara basata sull'autorità del diritto e sul corso naturale delle cose, e con esclusione di qualsiasi impiego di forza, chiedeva che le potenze s'intendessero su questi due punti:
«1.º Dato il caso che il principe Ferdinando abbandonasse il paese, quale sarebbe il governo provvisorio e la reggenza che sarebbero riconosciuti e dichiarati legali sino all'elezione di un principe?
2.º Dato il caso che il principe Ferdinando e il suo governo resistessero o minacciassero di proclamare l'indipendenza della Bulgaria, che cosa si dovrebbe fare per ovviare ai pericoli reali che ne risulterebbero per la Turchia e per la pace d'Oriente? Escluso l'impiego della forza militare, come potrebbero le potenze esporsi a una sfida della Bulgaria, senza far valere la loro autorità?»
[pg!224]
La risposta del signor Giers alle obbiezioni austriache, comunicata a Crispi dal barone Uxkull, fu la seguente:
«Sulla prima, il Governo russo è convinto che la dichiarazione categorica della Porta, appoggiata dai rappresentanti delle potenze a Sofia, finirà con l'indurre il principe Ferdinando a ritirarsi. In caso contrario, la Russia riserverà la sua attitudine cercando, se occorresse, d'intendersi con le potenze circa i passi ulteriori.
Sulla seconda: il Governo russo dichiara non avere alcuna intenzione d'imporre i suoi partigiani al governo provvisorio, e regolerà la propria attitudine in conformità delle disposizioni che tale governo gli dimostrerà.»