— Io non mento punto, ragazza. Io ti dico la verità per quanto mi sia grave doverti affliggere colla trista novella. Tu hai collocato assai male il tuo amore e la tua fiducia. —

Yella, bianca come un cadavare cadde al suolo priva di sensi. Il rozzo cacciatore che le avea dato, senza apparecchiarvela, un annuncio così crudele, la prese nelle sue braccia e cercò di richiamarla alla vita. — No, non è vero, non può essere — diceva la misera rinvenendo. — È un sogno, è un sogno orribile, ma finirà presto. Non è vero che è un sogno? —

Il cacciatore, spaventato dall'impressione che le sue parole avevano prodotto sulla povera donna, non sapea che rispondere. Egli si tacque, guardandola con un'espressione di pietà affatto nuova per lui.

— Perchè, ingannarmi? — gli diss'ella. — Voi sapete bene che Vlado non può sposare un'altra donna. Sono io la sua sposa dinanzi a Dio. Ogni altro matrimonio è impossibile.

— Va dunque — replicò il cacciatore. — Forse è tempo ancora, perchè tu faccia valere i tuoi diritti. Va a presentarti al curato del paese, e metti impedimento a questo matrimonio. Tutte le pubblicazioni non sono ancor fatte. —

Questa volta, Yella prese la cosa sul serio. — Mostratemi il cammino — diss'ella.

— Segui questo sentiero — rispose il cacciatore. — Tu vedrai presto comparire il villaggio. Domanda di vedere il curato. Domani è domenica. Egli sarà per certo alla parrocchia. Checchè ti avvenga, vieni a raggiungermi. Io non mi muovo di qua, e se posso ajutarti, sai che ti ho dato la mia parola, ed io non mancherò. —

Yella partì come una freccia dall'arco senza pur ringraziarlo della sua offerta. Passò il confine, seguì il sentiero che le era stato indicato, e in capo ad un'ora vide sorgere all'orizzonte il campanile del paesuccio a cui s'avviava.

Il sole era già tramontato; onde, malgrado il vivo suo desiderio, la povera giovane non osò picchiare ad ora sì tarda alla porta del parroco. Chiese ospitalità alla prima casa che vide aperta, e fu accolta amorevolmente senza subire alcuna domanda indiscreta. L'ospitalità è una delle virtù tradizionali dei popoli slavi.

Ella avrebbe voluto informarsi del fatto ed uscire addirittura d'ogni dubbio, ma non osò dire una sola parola. All'indomani, giorno di festa, si recò cogli altri alla chiesa per ascoltare la messa.