— Questo paese non è sicuro per te — le disse.

— Non importa — rispose Yella. — Io devo passare. Ho un affare pressante di là dal confine.

— Lo so bene — replicò l'altro — lo so bene. Ma tanto e tanto faresti meglio a ritornartene a casa. Segui il consiglio d'un amico.

— Grazie, — diss'ella — grazie de' vostri buoni consigli. Ma io devo sapere ad ogni costo dov'è il mio promesso.

— Il tuo promesso, ragazza mia? —

Ella chinò la testa, ed arrossì fino agli occhi.

— Il tuo promesso è un traditore — riprese il milite. — Cattivo fratello, e pessimo compagno per te. Indietro, indietro, non cercar di vederlo: e caccialo dal tuo pensiero, se puoi.

— Egli è morto! — mormorò Yella. — Egli è morto nella intrapresa che s'è addossato. L'assassino di mio padre ha trionfato un'altra volta di noi. Ditelo chiaro. La sua morte sarà la mia morte, ma pure mi sarà meno amara di un tradimento da parte sua. —

— Povera donna — disse il rozzo e buon montanaro. — Mi è duro dovertelo dire: ma il male non ha rimedio, e nulla gioverebbe nasconderlo. Già presto o tardi dovresti saperlo. Su via! ragazza: coraggio, sorella mia. È d'uopo prendere il tuo partito. Vlado si è seduto alla mensa dell'assassino, ha diviso il pane e il sale con lui, e invece di vendicare il sangue di tuo padre e riscattare l'onore della tua famiglia, egli ti sacrificò da vigliacco, accettando la mano d'una sua figlia.

— Voi mentite...: È impossibile! — gridò Yella.