Presa ch'egli ebbe una tale risoluzione, la chiuse in se stesso, aspettando il tempo e il luogo di metterla ad effetto. Tuttavia non volle lasciar intentato ogni mezzo legale, e senza ben rendersi conto del suo progetto, s'avviò un'altra volta al villaggio ch'era stato teatro del tristo avvenimento.
Ei si recò difilato dal parroco, e dopo avergli esposto in poche parole la dolorosa storia, dichiarò che il nuovo matrimonio era impossibile e nullo, e ch'egli veniva appunto per mettere l'impedimento.
Il parroco lo ascoltò senza punto sconciarsi. Disgraziatamente non era uomo di molto ingegno. Pusillanime e mal compreso della santità e dei doveri del suo ministero, si contentò di domandare a Gregorio con qual diritto, e in virtù di qual titolo si presentasse per impedire un tal matrimonio. Era egli il fratello, il cugino, un congiunto qualunque della ragazza? — Le cose non si fanno punto a questo modo nella mia parrocchia, — soggiunse il curato. — Vlado è libero: non esiste alcun matrimonio anteriore contratto dinanzi alla Chiesa: le tre pubblicazioni sono state fatte regolarmente come prescrive la legge civile e canonica. Voi vedete dunque che la vostra opposizione è affatto intempestiva, illegale. I due sposi sono gente per bene e timorata di Dio: sembrano fatti proprio l'uno per l'altro. La ragazza è non solo mia parrocchiana, ma mia figlioccia. Ha una dote assai ragguardevole, e voi v'ingannereste a partito se pretendeste mandare a monte una unione sì bene assortita.
— Ma l'altra, — rispose Gregorio — l'altra disgraziata che è già sua sposa dinanzi a Dio, e che sarà perduta senza rimedio, s'egli manca alla sua promessa, e dà la mano a questa donna?
— Deploro la sua disgrazia — soggiunse il parroco, — deploro la sua disgrazia, ma non so che fare per lei. Alfine è una forastiera che non è nemmeno cattolica, e che non posso considerare come una mia pecorella. Del resto se si tratterà di una qualche indennità, la famiglia è assai ricca, e non vorrà negarle qualche soccorso, se ne ha bisogno. M'incarico io stesso di presentare la sua domanda, e sarò lieto di terminar quest'affare alla buona, senza scandali inutili e senza ricorrere ai tribunali. —
Queste parole fecero sorgere un'altra idea nel cervello del nostro Gregorio. Egli pensò al Commissario, e vedendo che non poteva ottener nulla di buono da questa parte, si dispose a fare una visita a un avvocato di sua conoscenza per consultarlo su questa faccenda.
L'avvocato, com'era facile a prevedersi, s'informò immediatamente se vi fosse nulla di scritto dalla parte di Vlado. Gregorio non ne sapeva nulla, ma non si usa molto scrivere in quei paesi, e Vlado poteva ben essere illetterato del tutto.
— In tal caso — disse l'avvocato — non c'è molto da fare nè da sperare. Il Commissario non suol ammettere facilmente la prova verbale: non giudica che sui documenti scritti e firmati. Vi consiglio a risparmiarvi il disturbo e la spesa.
— Dunque non c'è più giustizia al mondo? — sclamò Gregorio. — Si può dunque tradire e abbandonare impunemente una poverina che s'è fidata sulla parola? Pazziavira! Le cose non passano a questo modo fra noi! —
Egli proferì questa interiezione tradizionale con tale accento, che l'avvocato n'ebbe paura. — Dio vi salvi, avvocato mio — disse Gregorio, ricomponendosi a stento. — Dio vi salvi! Avrete nuove di me! — Così dicendo rimise in testa il suo colpacco e partì maledicendo al tempo e alle parole perdute senza costrutto.