— Mi farò, mi farò, ma un poco alla volta, colla pazienza. Cominciamo dal fare una visita ai vostri laghi, andremo all'Isola Bella....
— Che laghi, che laghi! Non mi fate arrabbiare.
— Alfine poi che differenza ci corre tra un lago e il mare?
— Che differenza! Ah! non mi fate dire....
— Dite quel che vi pare, ma già io potrò sempre rispondervi che voi parlate senza cognizione di causa. Voi non l'avete mai veduto il mare.
— Che importa questo? Appunto per ciò desidero di vederlo. Sarebbe bella che non si dovesse desiderare se non ciò che si conosce! Desiderate pure anche voi di veder Roma e Firenze che non conoscete che di nome!
— Gli è ben differente....
— Punto, punto, vi dico. Io il mare, vedete, non l'ho mai veduto, ma l'amo: sento che deve essere il mio elemento. I miei sogni sono tutti marini.... venti, tempeste, uragani, pirati.... Benedetto il Balzac! Egli l'ha detto in una delle sue opere: tre sono le belle cose: una nave a golfo lanciato, un cavallo alla carriera, una donna alla danza.... lasciatemi dire! voi siete sempre lì per interrompermi. Io sono affatto d'accordo col signor di Balzac. Non già ch'io ponga quelle tre cose nella stessa categoria. Si vede che il Balzac non ha scritto romanzi marinareschi. Cooper e Maryat non avrebbero messe a mazzo quelle tre cose. Oh! una nave a piene vele, una nave a tre ponti.... sublime spettacolo!
— Tutto ciò sarà vero: ma io vorrei che mi permetteste un racconto: è una storia di cui sono stato testimonio oculare.
— Sentiamo.