— Ma sentite, Federico, fidatevi ancora. Ditemi almeno quanto vi occorrerebbe....

— Una miseria.... con duecento fiorini io potrei fare una buona figura e tirar innanzi altri sei mesi....

— Duecento fiorini! — gridò Giustina spaventata. — Duecento fiorini! Sapete che fanno seicento svanziche? Se mi vendo tutta coi miei abiti e col mio oro non tiro tanto.... Voi siete dunque rovinato?

— Rovinato per questa bagattella? Questa somma io conosco molti che la guadagnano in quindici giorni. Se io avessi ascoltata la Marta, e fossi restato colà in qualità di primo giovine, a quest'ora li avrei guadagnati in tante mancie.

— Ma se la cosa è in questo modo, non so che dire....

— Se voi ne parlaste al vostro padrone? Mi dite che vi ama tanto.... Si coglie un buon momento: una carezza di più, e il colpo è fatto.

— Sì, sì, altro che carezze! Duecento fiorini! Voi non lo conoscete il mio padrone. Sentite questa. Una sera faceva i pediluvj per guarire dal suo solito reuma. Colgo il momento, e gli propongo di comprarmi questi orecchini d'oro — non mica di regalarmeli, vedete, ma perchè la Margherita che me li ha venduti, aveva bisogno di denari, ed io non ne aveva. Mi pensai di domandare dieci fiorini a prestito al mio caro padrone. Volete credere? Al sentire nominare dieci fiorini, si dimenticò del bagno, e saltò in piedi con tanta furia che rovesciò la conca, e l'acqua allagò tutto il tappeto....

— E allora...?

— Allora io corsi fuori di camera e lo lasciai strillare a sua voglia per più d'un'ora. Eh! se lo conosceste!...

— Ma poi ha dovuto comprarveli....