— Siete voi ben sicura di questo? — domandò la madre di Marta.

— Capperi! sicurissima. Lo sa tutto il paese. È una vecchia tresca del barbierino... perchè non è già la prima volta che viene in questa città; c'è stato ancora, ma in quel tempo era sempre vivo il padrone della Giustina, ed ha trovato pan per focaccia. Ora poi il vecchio è morto, e non vi sono più impedimenti. —

Marta ascoltava sbadatamente, come pensasse a tutt'altro, scherzava col coltello appuntato che la fante aveva recato col cacio, e affettava il pane che le stava dinanzi. Tutt'ad un tratto si volse alla fantesca con un pajo d'occhi da spiritata e le disse: — Basta, basta, non vogliamo saper più in là! — La fante, così ricisamente interrotta, fece una smorfia e se n'andò pe' fatti suoi.

Rimaste sole, la madre a cui non era sfuggito il turbamento della figliuola, procurò di calmarla, e le propose di ritornarsene a casa.

— Ritornare a casa? Povera mamma! ritornare a casa prima di conoscere la sposa, prima di offrire a Federico le nostre felicitazioni! Mai no. Senti, madre mia. Ho portato con me le due candele benedette che sai. Andiamo alla chiesa. Pregherò il sacrestano che le accenda dinanzi alla Madonna. La Beata Vergine sa il mio stato, e non vorrà permettere ch'io muoja così....

— Ma che dici tu di morire? — soggiunse spaventata la madre, che non aveva mai sentita la figlia a formular quella idea.

— Mia cara mamma, — soggiunse Marta con un tuono di malinconica tenerezza insolita in lei. — Mia cara mamma! Che cosa s'ha da fare a questo mondo, e fra gente così malvagia? meglio finirla una volta, credetemi. Io ci ho già pensato. Iddio abbia compassione di me!

— Tu sei fur di te medesima, Marta! Tu non parli certo da senno! Alla fine poi tutto questo può essere una ciancia, una favola inventata dalle male lingue.

— Oh! no, mamma. Era destino, vedete. Voi stessa ne siete persuasa nel vostro interno. Oh! sono stata ben pazza a non prestar fede alle vostre parole, quando mi poneste in guardia sul carattere di Federico. Ora lo conosco assai bene! Da quell'uomo là non poteva venirmi che male. Andiamo, andiamo in chiesa. Pregate per me, madre mia! pregate per la vostra povera Marta! — Così dicendo la sventurata diede in un pianto dirotto, e non proferì più parola.

La vecchia voleva chiamar la fante per pagare il suo conto; poi pensò meglio di non darle occasione di ciarle, e si recò ella medesima al banco, dicendo alla figliuola che l'attendesse costì. Marta, come si vide sola, si scosse, asciugò le lagrime, bevette un bicchiere di vino quasi volesse reagire contro la sua debolezza, e nascose destramente il coltello entro la manica del vestito. A qual fine precisamente, nol so; forse non lo sapeva in quel punto ella stessa.