Quando tornò la madre, ella era già sulla porta, e tutte e due s'avviarono frettolose alla chiesa.
Quivi preso a parte il vecchio sacrestano, la povera Marta trasse fuori le due candele, e gli ordinò di collocarle dinanzi all'altare della Madonna. Vi aggiunse un rotolo di denaro per una messa da celebrarsi all'istante, secondo la sua intenzione. Il sacrestano prese le candele e il denaro e se ne andò senza aggiungere parola. Le due donne s'inginocchiarono dinanzi all'altare indicato, e stettero lungamente aspettando. Uscì finalmente il prete e cominciò a celebrare la messa. Marta stette tutto quel tempo immobile, cogli occhi fissi all'altare, come trasognata ed estatica. Il suo pallido volto era suffuso d'un rossore febbrile, e chi l'avesse attentamente considerata, avrebbe letto ne' suoi lineamenti le traccie di un gran dolore che tormentava quell'anima profondamente.
Levatesi finalmente di là, s'incamminarono per uscire. Incontrato sulla porta della chiesa il sagrestano, la giovane gli si accostò e gli chiese l'abitazione di quel parrucchiere triestino che dovea ammogliarsi tra breve. Il vecchio gliela insegnò. — E quando seguiranno le nozze? — domandò Marta, come per semplice curiosità.
— Credo domenica, — rispose l'altro. — Le pubblicazioni sono già fatte. Sareste voi sorella di quel buon giovane? Che sì che indovino? Andate, andate, gli farete una grata sorpresa. La sua bottega è già aperta.
— Grazie — disse Marta, dissimulando profondamente la sua emozione. — A rivederci fra poco. Badate che le due candele devono ardere fin che ce n'è. Gli è voto.
— Non dubitate, buona ragazza. Andate con Dio. —
Così dicendo egli rientrò nella Chiesa, e le due donne si mossero difilate verso la bottega del parrucchiere. Per via, la madre maravigliata del nuovo contegno della fanciulla, le domandò che cosa intendesse di fare.
— Non lo so, madre mia: ma il Signore m'inspirerà. Intanto io voglio vederlo: voglio vedere che cosa saprà rispondermi. Oh certo! il sagrestano dice bene: gli dobbiamo fare una grata sorpresa.
— Ma tu farai qualche scandalo: tu ti lasci trasportare dalla passione. Abbi riguardo. Non ci facciamo scorgere in questo paese. Già non si guadagna nulla a codesto.
— Oh! io credo che guadagneremo, mamma! Lasciate fare a me! — Così dicendo le due donne entrarono nella bottega di Federico. Egli stava accomodando i capelli a se stesso per non perdere il tempo, finchè capitasse alcun avventore. Viste le due donne, restò sbalordito. Egli non s'aspettava per certo codesta visita importuna. Passarono alcuni istanti senza che nessuno dei tre pronunciasse parola. Il primo a rimettersi fu il barbiere, e fissando gli occhi sul volto di Marta, le domandò brutalmente: — A che venite voi qui? — Ma non appena ebbe proferita codesta frase, s'arrestò spaventato e abbassò gli occhi, non potendo sostenere lo sguardo di lei.