Il giovane Ivo era sublime in quell'atto. C'era sul suo volto l'alterezza d'una nobile vendetta: le sue labbra sottili s'agitavano sotto l'ombra dei baffi nascenti. Nessuna donna avrebbe dubitato allora a quale dei due cugini dovesse dare il proprio affetto; e Matilde prese fin da quel momento la ferma risoluzione di darsi a lui. —

V.

A questo punto della narrazione, uno de' miei barbuti uditori uscì a domandarmi come il feroce Stiepo avesse tollerato l'affronto. — Io, nel suo caso — aggiunse egli — avrei menato del randello sul capo del mio rivale, e così avrei riguadagnato il berretto, e il cuor di Matilde.

— La prima delle due sarà probabilmente avvenuta, io risposi. Anzi il pronipote d'Ivo Milovich non mi dissimulò che il suo proavo fu segno di molte violenze. Lo irritato cugino tentò più volte strappargli di fronte il bene usurpato trofeo: più volte lo assalì a mano armata, e tentò la riscossa. Ma l'altro era uomo avvisato, e come suol dirsi, mezzo armato: e la metà della forza che per avventura mancavagli, gl'infondeva l'amor di Matilde la quale oggimai sospirava il momento che il conte di Pisino suo protettore consentisse al suo matrimonio con lui. Con ciò ella seguiva l'istinto della donna, e dava la preferenza al più coraggioso dell'animo. Tra la forza morale e la fisica a lungo andare non v'è chi non s'affidi meglio alla prima. Il coraggio materiale di Stiepo avea ceduto all'ostacolo; la forza vera, la tenacità del proposito, la instancabile volontà è onnipotente nel mondo. Ivo era comparso agli occhi di Matilde un eroe e avea saputo mantenerla in quest'opinione. Ella lo amò tanto quanto prima s'era divertita a beffarlo: perchè s'accorse che lo scherno era ingiusto, e voleva giustificare se stessa e compensarlo a prezzo d'affetto.

Il vecchio pescatore di Capo d'Istria conserva ancora il berretto del suo fortunato trisavolo: quel berretto che fu per più generazioni argomento d'uno di quegli odii morlacchi che si propagano di padre in figlio. Oggimai della stirpe di Stiepo non resta più che una donna, e questa è appunto la moglie del mio cronista.

Sulla fine del racconto, Semitella era già deserta: tutta la gente era ritornata alle proprie dimore: e da lungi il mare rifletteva il chiaror de' fanali che precedevano a Capo d'Istria le ultime brigatelle d'amici, i quali probabilmente avranno meglio impiegato il loro tempo.

LA VALLE DI RESIA.

I.
Un pazzo.

Io rivedeva la mia diletta penisola dopo dieci anni di vario pellegrinaggio. Ad ognuno che abbia cuore credo inutile il dire s'io la ritrovassi più bella. A quelli che non hanno patria, a quelli che amano tutto ciò ch'è straniero, per ciò solamente ch'è straniero; a quelli che s'attaccano senza discernimento all'ultima cosa che veggono, solamente perchè è l'ultima; a tutti gli uomini, dico, che appartengono a codeste tre classi, io non dirigo per ora le mie parole.

Salutata dunque la terra natale, vi cercai gli amici della mia gioventù, e fra questi Antonio M., valente pittore, e veramente artista dell'anima, il quale m'aveva cinque anni prima lasciato a Parigi, e del quale non m'era giunta alcuna notizia in appresso.