— Ch'io avrei consentito a seguirlo immediatamente nella Resia dov'egli aveva stabilito di dimorare. Quanto alle sue ricchezze, egli le aveva tutte disposte a pagare i debiti paterni, contro i consigli di tutti gli uomini di senno, e di mio padre medesimo che non credevano punto necessario quel passo. Egli rimaneva colla sua tavolozza, e con l'incerta speranza che la fortuna avesse seguitato a favorirlo. La mia dote avrebbe potuto guarentirci dalla miseria, ma egli la ricusava: egli voleva trarmi lungi dalla mia famiglia, lungi dall'Italia, e le sue maniere erano tali che pareano giustificare le voci che s'erano sparse ch'egli avesse ancora il cervello disordinato. Io non vi dirò se, abbandonata a me stessa, sarei stata capace di accettare la sorte ch'ei mi offeriva; ma voi potete ben pensare che mio padre non l'avrebbe permesso giammai. Quando ricevette la nostra dichiarazione, diede nelle più pazze escandescenze contro mio padre e contro di me. Chiamò lui avaro, e me vana. Disse che l'amor vero non si trova più che fra le selve, e fra i barbari, e ch'egli sarebbe andato a cercarlo colà. Così dicendo scosse la polvere da' suoi piedi, e dichiarò ch'ei non avrebbe mai più riveduta la nostra casa. Qualche mese dopo ci fu riferito ch'egli si trovava nella valle di Resia, dove avea dato la mano alla vedova di un bandito, e commesse mille altre pazzie.

— Ma il vostro cuore? madamigella...

— Oh! non insultate al mio cuore, signore!... Io l'amavo quell'infelice, e sa Iddio a quali sagrifici saprei sottopormi per renderlo alla società.

— Io voglio credervi perchè siete donna alfine e non potete essere estrania a una giusta e nobile compassione. Io confidavo, madamigella, nel vostro cuore: speravo che voi m'avreste dato mano a restituire al mio povero Antonio il senno smarrito.

— Oh fosse pure! ma non è più tempo s'egli è vero ch'egli sia legato ad un'altra donna.

— Forse potrebbe non esserlo. Io me ne chiarirò ben presto. Forse egli non v'ha per anco dimenticata. Un primo amore non si dimentica mai. Promettetemi, madamigella, che voi coopererete con me.

— Ma come?

— Io parto domani per la valle di Resia; vi rivedrò al mio ritorno: datemi la vostra parola che vi presterete alla sua guarigione.

— Io sono certa che voi non vorrete compromettermi. Vi do la mia parola. —

Così dicendo per dissimulare la verità, ossia la qualità del discorso che ci aveva occupati, entrammo nel ballo e girammo a tondo cogli altri finchè la danza venne a finire. Allora io le strinsi la mano quasi per rammentarle la sua promessa, e lasciai la casa del conte di V. contento della buona piega che la cosa pareva prendere.