— E se vuoi dipingere me stesso, non mi dipingere, te ne prego, vestito alla francese, che farei ridere gli spettatori, ma prestami una delle tue giubbe che sono più comode e più ragionevoli....

— Ma intanto, signori, — soggiunse Ullania — si potrebbe anche far colazione! Mi spiace interrompere le vostre ispirazioni.

— Oh! no, ripres'io. Una buona colazione in quest'aria benedetta, non è cosa profana come sarebbe altrove.

— E poi dov'è l'amicizia e l'amore e la virtù, la ispirazione non manca mai!

ISTORIA DI UNA CASA.

DAL GIORNALE DI UN MEDICO.

UN PO' DI PROEMIO.

Io non corro la città in una superba carrozza magnificando ai nobili malati e alle isteriche dame i misteri della omeopatia, o consigliando loro le terme degli Euganei, le acque di Recoaro o di Biarriz. Avendomi una sincera esperienza insegnato a confidare nella virtù di pochi e volgari rimedi, i farmacisti non m'hanno voluto creare un'alta riputazione e sono sempre restato medico della povera gente. La cosa che più mi grava dacchè divenni vecchio, è salir nei soffitti a pericolo sempre di rompermi le gambe, o la testa, a trovarvi ammalati squallidi, e senza quattrini, a cui la ricetta migliore sarebbe un cibo più sano e più sostanzioso.

Jer l'altro, 13 ottobre, fui pregato da una povera donna a visitare una sua buona amica che giaceva gravemente ammalata. Non esitai punto e mi rassegnai a salire ben cento e venti scalini, finchè in un quinto piano, sopra un miserabile cuccio vidi le sparute sembianze d'una vecchia settuagenaria alla quale si poteva applicare quel verso di Byron:

Guancia di pergamena, occhio di pietra.