Era la domenica delle Palme. La chiesa era gremita di gente. Yella non avea potuto trovare un pretesto per non venirci. Ella ci venne infatti col suo berretto rosso in compagnia della madre, e si pose in un angolo della chiesa, quasi avesse un presentimento della prova che l'attendeva. Ella pregava e piangeva in silenzio, colla faccia nascosta fra le palme, umiliata dinanzi a Dio e dinanzi al mondo più implacabile ancora per certe colpe pur degne più di pietà che di pena.

— Il Salvatore non era lì — disse il Vladica — per dire a quelle disgraziate: Chi di voi non è senza colpa, non getti la pietra alla sorella caduta! — Esse uscirono dalla chiesa, e si adunarono sulla porta in aspettazione della povera Yella. Questa uscì l'ultima cogli occhi bassi e col rosario tra le mani. Fu arrestata, fu presa per le braccia, mentre la più brutta e robusta del crocchio le tolse il berretto dal capo, e gittatolo a terra, lo calpestò con feroce dispetto.

Yella si sentì mancare, e per la prima volta della sua vita cadde priva di sensi. La povera madre impallidì per la collera, volle gittarsi sulla esecutrice della fiera sentenza: ma la trista verità brillò come un lampo sinistro dinanzi alla sua mente, e le tolse il coraggio e le forze. Le spietate fanciulle non perdonarono all'infelice madre i rimbrotti e gli oltraggi. — Voi avreste dovuto averne più cura — le dissero. — Riconducetela a casa: ella ha avuto il trattamento che meritava. —

Yella aprì gli occhi e li volse lentamente d'intorno. Ella cercava alcuno nella folla, ma invano. Vlado non era presente. Forse, se fosse stato testimonio dell'orribile punizione, o l'avrebbe impedita, o si sarebbe presentato come sposo della tradita. — Sarebbe stato il suo dovere — soggiunse il Vladica — e mal per lui so non l'avesse compiuto. Vi hanno vigliaccherie che non si commettono impunemente nelle nostre montagne. Yella avrebbe trovato un vendicatore nel tempo stesso che avea subìta la sua condanna. Ma Vlado non era lì, e la poverina non osò nominarlo! —

V.
Di là dal confine.

— Noi pure abbiamo una frontiera ad ogni piè sospinto — diceva il Vladica. — Qui la Turchia, là la Servia, costì l'Austria. Una volta c'era San Marco, antico nostro alleato. Abbiamo avuto molti secoli di gloria al tempo de' Veneziani. Il Turco non osava imbizzarrire, perchè sapeva che toccare il Montenegro, era tirarsi addosso le galere della repubblica. I Dalmati erano allora nostri fratelli, correvano gli stessi rischi ed avevano gli stessi privilegi con noi.

Ora le cose sono alquanto mutate. I Dalmati sono ancora fratelli nostri, ma non obbediscono alle stesse leggi e alla stessa politica. Noi siamo ancora fratelli, ma c'è un cordone di doganieri che ci divide e ci rende stranieri gli uni agli altri. —

Ricordino i lettori che queste cose si dicevano un tempo fa, che non prendessero il mio racconto per una pagina di storia contemporanea. Del resto, se le cose restano ancora qua e là nello stato medesimo, non è mia colpa.

La famiglia che doveva ragione a Yella del sangue versato, viveva al di là del confine: al di là di quel cordone doganale che dava tanta noja al buon Vladica. Era una famiglia ricca e potente per quei paesi. Il capo di casa, autore dell'omicidio, se ne viveva tranquillo, e si faceva beffe della camicia insanguinata che era stata strappata dal corpo della sua vittima, come pegno ed arra di una prossima rappresaglia. Egli era riuscito ad assopire l'affare, e non aveva avuto molestie col proprio governo. Quanto a' parenti dell'ucciso, non se ne dava pensiero. Egli non pensava a superare il confine, e nel caso che alcuno di essi l'avesse a passare, aveva preso le opportune intelligenze co' doganieri, amici suoi, per averne a tempo l'avviso. D'altronde, le due donne erano sole, e senza parenti assai prossimi che avessero interesse a sposare i loro rancori, almeno finchè la fanciulla non andasse a marito.

Noi sappiamo ora a che ne fosse il matrimonio di Yella. Vlado l'avea promesso, l'avea giurato; ma come aveva tradito il suo giuramento di pobratimo, poteva tradire anche l'altro da cui dipendeva oggimai l'onore e la vita della sua fidanzata.