Quando egli venne a vederla, dopo lo scandalo del berretto rosso, ebbe luogo una scena straziante più facile a immaginare che a descrivere. Yella era ancora ammalata, onde il giovinastro fu accolto dalla madre che l'attendeva in un'attitudine piena di rimprovero e di minaccia. Ella gli narrò ciò ch'era seguìto, e prima ancora di rinfacciargli la sua mala fede, gli domandò dov'egli era quel giorno, e perchè, dopo aver esposta la sua sorella d'anima a tanta vergogna, non si fosse trovato sul luogo per prenderne le difese. Egli solo poteva prenderla fra le braccia, rialzarla da terra, e dichiarare innanzi al popolo ch'essa era la sua fidanzata e la sua sposa.

Vlado ascoltò queste parole in cupo silenzio. Egli ignorava l'accaduto, e l'aspetto di quella povera madre di cui aveva tradita la confidenza, non poteva non destare nell'animo suo, per freddo che fosse, un senso di pietà e di rimorso.

Egli tacque, perchè non poteva rispondere alla domanda che gli era fatta, se non rivelando un'altra viltà. Egli era stato al di là della frontiera, presso alla famiglia dell'uccisore, non per compiere un atto di giustizia, ma per ordirvi una nuova infamia.

Eravi in quella casa un'altra fanciulla, una bionda avvenente ed accorta, che avea saputo attirare nella sua rete il fidanzato di Yella, e farselo amante. Mariska ignorava il delitto di suo padre e i disegni di vendetta che Vlado poteva aver concepito. Ma il padre di lei ne aveva sospetto, e prima di respingere la forza colla forza, s'era provato a scongiurare il pericolo per altra via. Egli accolse il giovane montenegrino con affettata benevolenza, e lo fece sedere alla propria mensa. Era il modo più ovvio di conciliarsi l'animo suo, e di fargli cadere l'armi di mano. — Noi non ammazziamo mai — diceva il Vladica — un uomo che ha diviso il pane ed il sale con noi. —

Vlado si lasciò accalappiare assai facilmente, siccome quegli che non aveva una grande disposizione per le imprese arrischiate, e preferiva amoreggiare colla figliuola, anzichè attentare alla vita del padre.

Incalzato dunque dalla vecchia implacabile, e atterrito dal grido della coscienza, Vlado non seppe rispondere che una menzogna. — Era lontano — rispose — fuor di paese, al di là del confine... Voi sapete bene... se cerco sempre una buona occasione per soddisfare al mio impegno, e meritarmi la mano di vostra figlia. —

Lo sguardo acuto e terribile della vecchia si fissò sopra Vlado per sapere quanto vi era di vero in quest'asserzione. — Or bene — diss'ella — hai tu soddisfatto al tuo impegno? Hai tu meritato di dare il tuo nome alla figlia di Dragonich? Dov'è la testa del suo assassino?

— Non l'ho ancora colto — balbettò Vlado — ma la coglierò, ve lo giuro.

— Tu hai giurato troppe volte, e promesso troppe cose, perch'io possa fidarmi alla tua parola. Tu sei un traditore, tu hai abusato della mia fiducia, hai tradito la tua posestrima, e l'hai abbandonata all'obbrobrio e alla disperazione. Tu non la vedrai, finchè non abbi vendicato davvero il sangue di mio marito, e datomi un pegno della tua fede! —

Vlado si disponeva a partire per evitare nuove domande: quando tutt'ad un tratto Yella, che dalla stanza vicina aveva inteso questo colloquio, si strascinò pallida e quasi morente dinanzi a lui, e gl'impedì di partire. — Madre mia — gridò essa con voce soffocata — voi domandate la morte di un altro, e non vedete che sto per morire io medesima! — La povera fanciulla diceva pur troppo il vero: poichè, proferite appena queste parole, si lasciò cadere ai piedi di Vlado, che non osò raccoglierla tra le sue braccia.