— Perchè, ingannarmi? — gli diss'ella. — Voi sapete bene che Vlado non può sposare un'altra donna. Sono io la sua sposa dinanzi a Dio. Ogni altro matrimonio è impossibile.
— Va dunque — replicò il cacciatore. — Forse è tempo ancora, perchè tu faccia valere i tuoi diritti. Va a presentarti al curato del paese, e metti impedimento a questo matrimonio. Tutte le pubblicazioni non sono ancor fatte. —
Questa volta, Yella prese la cosa sul serio. — Mostratemi il cammino — diss'ella.
— Segui questo sentiero — rispose il cacciatore. — Tu vedrai presto comparire il villaggio. Domanda di vedere il curato. Domani è domenica. Egli sarà per certo alla parrocchia. Checchè ti avvenga, vieni a raggiungermi. Io non mi muovo di qua, e se posso ajutarti, sai che ti ho dato la mia parola, ed io non mancherò. —
Yella partì come una freccia dall'arco senza pur ringraziarlo della sua offerta. Passò il confine, seguì il sentiero che le era stato indicato, e in capo ad un'ora vide sorgere all'orizzonte il campanile del paesuccio a cui s'avviava.
Il sole era già tramontato; onde, malgrado il vivo suo desiderio, la povera giovane non osò picchiare ad ora sì tarda alla porta del parroco. Chiese ospitalità alla prima casa che vide aperta, e fu accolta amorevolmente senza subire alcuna domanda indiscreta. L'ospitalità è una delle virtù tradizionali dei popoli slavi.
Ella avrebbe voluto informarsi del fatto ed uscire addirittura d'ogni dubbio, ma non osò dire una sola parola. All'indomani, giorno di festa, si recò cogli altri alla chiesa per ascoltare la messa.
Dopo l'evangelio, il curato, rivolto ai fedeli, proclamò per la terza volta il matrimonio di Vlado e di Mariska.
Un grido acuto coprì queste parole.