Dopo la poesia, la prosa. Due guardie di città perticavano gravemente la via, alias fondaccio. Codesti vigili del municipio non mancano mai quando non c'è bisogno di loro. Mi guardarono con occhio discreto, senza darsi pensiero d'indovinare perch'io mi restassi ritto dinanzi a quella porta inflessibile. Avrei potuto essere un ladro, senza essere molestato, come segue il più delle volte.

Dopo le guardie municipali, passò l'ispettore dei fanali. Non passò già per accendere quelli che si trovassero spenti, ma per ispegnere quelli che a suo credere brillavano inutilmente. Io ne abbracciava prima collo sguardo otto o dieci: dopo la visita dell'ispettore, dovetti contentarmi di due.

Tanto meglio, dissi fra me. Ora verranno gli spiriti che amano l'ombra e il mistero.

Ma la prosa continuava. Un passo si avvicinava lentamente alla mia destra. Si avvicinava monotono e regolare, come il passo di una sentinella tedesca. Giunto a trenta metri da me, mise la chiave nella toppa d'una porta, e sparì.

Fortunato te! esclamai fra me stesso. Tu almeno non hai dimenticato la chiave. Non so chi fosse, nè se in quella casa avesse il suo domicilio legale. Capite bene che non me ne sono curato, per non parere più indiscreto degli altri.

Di quando in quando un altro passo si udiva avvicinarsi or da una parte or dall'altra. Erano operai che avevano protratto il loro lavoro, o ne avevano scialato il guadagno al caffè. Di altre cause dell'indugio non vo' parlare, perchè quella sera, trovandomi in una posizione che poteva parere equivoca, non era disposto a commettere giudizii temerarii sul conto del prossimo. Anche questi ultimi sintomi della vita e del lavoro umano diventavano sempre più radi, e finalmente cessarono.

E mio nipote non ritornava. Dove trovavasi egli mai a quell'ora? Se avessi potuto immaginare da qual parte venisse, gli sarei mosso incontro. Ma la fortuna e i nipoti girovaghi non si sa da qual parte ci vengano.

Rimasi solo.... aspettando. Non mai mi ricorse al pensiero con più dispetto il proverbio veneziano:

Aspetar e no vegnir
Xe una cossa da morir.

III.
Gli spiriti delle tenebre.