Ecco rientrare il sindaco con un telegramma in mano. Una grossa notizia, signori. Don Serafino è passato a sinistra.
Ooooh!
E il Comitato di Sinistra appoggia Don Serafino contro De Sanctis![29].
Ooooh!
Il sindaco andò via. Bugia, bugia, gridarono. E il teologo non rideva più, anzi con faccia sdegnosa mi si avvicinò, malmenando il sindaco, e che non doveva leggere quella cartoffia, e che l'era una impostura, e che queste cose non si fanno. Pareva una calunnia al buon Serafino. Non concepivano, come nella stessa elezione e agli stessi elettori lo stesso candidato potesse recitare due programmi diversi. Le menti erano scombussolate. Fino il padrone di casa, il bravo Michelangiolo, che se ne sta sempre vicino al foco, e temendo di raffreddarsi sta sempre raffreddato, lui che dice sempre sì, con quel certo movimento da sinistra a dritta della faccia che significa: è naturale, la cosa è così; questa volta, attirato nel salotto dalla grossa notizia, fece pure il suo oooh! allungando il naso, che in quel viso macilento parea già lungo.
Io me la godevo, io di tutti il meno sorpreso, perchè se ignoravo il dietroscena di Lacedonia, conoscevo perfettamente il dietroscena di Napoli. Sapevo di quella giravolta a sinistra, sub conditione, proposta e accettata, e la condizione era un «faremo ritirare De Sanctis» e ridevo, perchè quei signori, proponenti e accettanti, facevano il conto senza l'oste, e l'oste ero io, principale interessato. Sentivo dunque quelle esclamazioni con un certo piacere, perchè in quelle impressioni immediate vedevo rivelarsi quel buon sentimento naturale, che anche i più prevenuti conservano in qualche piega dimenticata del cuore, e che scatta fuori improvviso in certi momenti.
È impossibile! è impossibile!
Ma ecco entra di nuovo il terribile sindaco, e questa volta col giornale Roma in mano. E lesse. Tutti gli occhi erano sopra di lui. E lesse la famosa sentenza co' debiti considerando di alcuni miei colleghi del Comitato, e la famosa dichiarazione del mio rispettabile competitore. Il telegramma era confermato.
Ed ora, buona sera, disse il sindaco, come volesse dire: Ne avete abbastanza? Tutti si guardavano.