—E chi è questo illustre?
—Ma voi non sapete nulla! Il prossimo ministro dell'interno[30], come si è fatto qui correr voce.
Il fatto è che io sapevo tutto, informato a Napoli di queste velleità e di queste voci. E dissi ridendo al sindaco di Morra[31], che mi era accanto, mio compagno di viaggio: «Signor sindaco, io tiro innanzi, voi rimarrete qui. E se viene, non fate come gli avversarii: andate tutti a fargli visita, e ditegli: De Sanctis è stato qui e ci ha incaricato di farvi gli onori di casa sua e di dirvi che nessuno ha il diritto di togliergli la patria».
Ma non verranno, disse il sindaco, immagino che muso quando sapranno che in Lacedonia ci siete voi.
Verranno e non verranno. I sangui si scaldavano.
—Ma che? Credono gli elettori sieno pecore?
—E cosa è questo Comitato, che vuole imporre a noi?
—E chi vuol togliere la patria a Francesco De Sanctis?
—E se vengono, e voglion parlare nella casa comunale senza mio permesso, vi dico che li farò cacciar via da' carabinieri, conchiuse il rigido sindaco di Lacedonia.
Io abbassavo lentamente tutt'e due le mani, come per calmarli. A poco a poco andaron via, e ultimo il sacerdote Pio con quel suo mezzo riso mormorava: qui ci sarà mezza Avellino.