—Gli è come chiamare il medico quando, il malato è agli sgoccioli. Troppo tardi.
Feci gli occhioni.
—Ma sì, l'hai fatta grossa, quanto sono ora gli occhi tuoi. La bella impresa davvero! Chi frenerà più il Re Michele?
Stavo lì come capissi nulla.
—Non sai chi è Re Michele? quel basso tarchiato, con quel panciotto in avanti e con quegli occhi sempre su quel panciotto come se fuori di quello non ci fosse altro mondo. Mi par quel panciotto in avanti come un tamburo, che suona a raccolta e dice: marche.
—E voi marciate.
—Io, no. Se altri vuol farla da re, non io voglio farla da suddito.
—E che colpa ha lui, se si sente nato il primo, e vuol farla da primo?
—La colpa è tutta tua. C'era il re e c'era il pretendente. Tolto di mezzo il pretendente, tolto è il contrappeso alla bilancia, don Michele andrà in aria e cascherà.