I Piombinesi reputarono avere toccato il cielo col dito, ma ebbero a sperimentare la verità del proverbio che tra il detto e il fatto corre un bel tratto; e di vero continuano a possedere lo egregio porto, ove e d'onde anche in tempo buono non può entrare nè uscire una barca.

Questa impresa meriterà la grave attenzione delle Camere come urgentissima, poichè Portovecchio essendo posto nel Canale di Piombino presenta opportuno ricovero ai bastimenti che vanno a caricare alla Torre del sale, a Follonica, a Torre mozza, a San Vincenzo e a Bibbona, e comodo rilascio alle navi che veleggiano per levante quando imperversando il vento mezzogiorno-ponente non possono proseguire il cammino a ponente nè a levante, nè ripararsi a Longone, nè a Portoferraio.

A dimostrare la importanza di cotesto porto, basti sapere che i Genovesi assumevano la spesa dello affondamento a patto di averne la privativa per 20 anni: pretensione smoderata, che non poteva concedersi ragionevolmente (il che non toglie per parentesi che in Toscana non si concedesse), e come a Dio piacque non lo fu. Tuttavolta Piombino ha il porto ove non si entra, e donde non si esce a tempo buono, il Portovecchio rimane interrato e non giova a Toscani, nè a Genovesi, nè a nessuno.

Altre volte dimostrai la inanità delle strade ferrate per la Maremma paralelle al mare: queste dichiarai impossibili nonostante lo schiamazzo, il frastuono e il brulichio degl'interessati a smentirmi. Più riposato consiglio mi dava ragione. I provvedimenti in quanto a strade per promovere la prosperità delle Maremme consistono nel praticare strade perpendicolari al lido, e quivi erigere porti comodi e sicuri. Insomma stringere gl'interessi e i commerci della Maremma con Livorno. All'opposto il Ministero Toscano ogni dì più s'ingegna a segregare Maremma da Livorno, e ciò si manifesta dalla Legge 9 marzo 1848 che toglie Guardistallo, Montescudaio, Casale, Bibbona e tutto il Vicariato di Rosignano dalla giurisdizione del Tribunale di Livorno, allontanandone così gl'interessi, le cause di frequenza e le occasioni di concertare negozi. — Per fare così male come il Ministero toscano, ma per Dio santissimo bisogna avere proprio sortito dalla natura un genio a posta!!!

SERMIDE

Padri, madri, spose, figli, sacerdoti, campagnuoli, cittadini, ricchi e poveri, uditemi tutti; io vi parlo la voce della patria, — la voce di Dio.

Voi lo sapete, Sermide, terra confinante col Modanese fu presa e arsa; vi si commisero stragi e stupri tali da fare inorridire la faccia mansueta di Cristo. La mezza luna di Maometto non apparve mai tanto insanguinata quanto gli artigli del giovane duca di Modena. Dal frutto riconosco l'albero. I Turchi adesso si fanno pietosi udendo le immanità dei Cristiani esercitate sopra teste battezzate.

A Peschiera venne ucciso un ulano; o sacerdoti, sapete voi che cosa gli fu trovato nel sacco? Una pianeta, e una pisside.

A Cremona non si contentano mettere il popolo nello strettojo e spremergli moneta; ma strappano tutti gli uomini validi di 18 a 40 anni da ogni cosa più caramente diletta, per mandarli dove? — A coltivare forse i campi boemi o croati: essi bagneranno dei loro sudori una terra che produrrà frutti per padroni spietati; la condizione nostra diventerà peggiore degli iloti e degli ebrei sotto Faraone. — Le lamentazioni di Geremia parranno suono troppo fievole per esprimere le nostre miserie. O Dio, perchè hai rivolto altrove i tuoi giusti occhi?