«L'Assemblea Toscana è disciolta.» — (Alba, 11 febbraio 1849.)
Il Nazionale del 10 febbraio 1849, più mite nelle frasi ma non meno assoluto nel concetto, così si esprime riguardo alla Camera:
«I rimedii e gli ordinamenti che potevano attendersi da mature deliberazioni delle Assemblee Legislative, ora necessitano subito. Le Assemblee stesse nè giuridicamente nè decorosamente possono continuare ad esistere: quando il Governo credesse utile od opportuno di circondarsi di Assemblee deliberanti, dalla sua stessa indole sarebbe costretto a interrogare la volontà del Paese per mezzo del suffragio universale.»
E la Costituente Italiana del 9 febbraio parla così più dittatorialmente al Governo Provvisorio:
«Innanzi a tutto ei deve sgombrarsi la strada, concentrare in sè tutta la vita del Popolo, rompere nettamente in faccia agli avanzi di un'epoca che ormai è rinnegata. Il Consiglio generale dei Deputati è instituzione tale che, dopo il fatto d'oggi, non ha più corso....; è inutile ordigno che, senza aggiungere forza, vizia il carattere e lo spirito della rivoluzione.»
E non solo la stampa repubblicana, ma quella eziandio che si chiamava conservatrice, e si diceva ed era organo di frazione notabile e più moderata del Partito Costituzionale, si univa a provocare lo scioglimento del Consiglio. E questa testimonianza io consegno alla Storia, perchè, giudicando delle azioni umane, ne faccia tesoro. «Oggi peraltro che un Governo Provvisorio è instituito, mal sappiamo intendere che resti a farsi dai Rappresentanti. Senza parlare delle cessate ragioni del loro mandato, giacchè in tempi di crisi politiche necessariamente rovina ogni giuridico fondamento al Potere, inutile affatto ci sembra oggi ogni loro azione. Però il Governo disciolga la Camera, e col principio accettato del suffragio universale faccia nuovo appello al Paese, o i Deputati provvederanno al loro decoro con una volontaria dimissione.» — (Conciliatore del 9 febbraio 1849.) — Nè già una volta sola, ma subito il giorno dopo magistralmente, secondo il consueto: «a questo pensi il Governo sorto dalla necessità del momento, onde non compromettere (sic) inutilmente la tranquillità del Paese, che nuovamente consultato col suffragio universale ha un modo legittimo di manifestare la sua volontà su la normale costituzione dello Stato.» — (Conciliatore del 12 febbraio 1849.)
Pertanto, senza discrepanza, universale urgeva allora la opinione pubblica per lo scioglimento del Consiglio.
Forse taluno opporrà: — E che ti faceva quello che quivi si bisbigliava? Dovevi lasciar dire le genti, e stare fermo come torre. La stampa è stampa, nè ha virtù di prendere pel collo un Ministro. — Anche in tempi ordinarii, la stampa è forza tale a cui sembra piuttosto l'opporci efficace di quello che sia.
Vostro saver non ha contrasto a lei;
Ella provvede, giudica e persegue