Suo regno.

Ed io allego la stampa come organo di Partito trionfante; sicchè vedete che poco riparo le poteva fare la gente. Gli uomini politici vengono mossi non solo dalla pressione presente, bensì ancora dal presagio degli umori che i partiti presi siano capaci a generare. I signori Fitz James, Dreux Brezé, De la Tour du Pin, Montauban, e Mortemart, svisceratissimi del ramo maggiore di Casa Borbona, si accostarono al trono di Luigi Filippo dichiarando solennemente nello agosto del 1830, questo avere operato non già per diffalta di fede, a cui gentil sangue di Francia non faceva mai mancamento, bensì per salvare la Patria dall'anarchia apparecchiata a divorare, e da tale pensiero essersi trovati costretti con irresistibile violenza.

Il Parlamento, siccome il Conciliatore accenna, cessava per necessità delle vicende accadute, perocchè mancassero la ragione del mandato, e il modo di esercitarlo: la ragione, non potendo estendersi, secondo la indole di qualsivoglia altro mandato, a cose nè espressamente nè virtualmente contemplate; il modo, essendo venuta meno la facoltà di operare co' Poteri indicati nello Statuto. Nella guisa stessa che cadeva il Ministero per l'assenza della Corona, cadeva il Parlamento, e con loro tutta la macchina governativa. Il Parlamento, giusta le regole di Diritto Costituzionale, a cagione di questo successo non aveva neanche bisogno di pronunzia per disciogliersi; era cessato ipso jure et facto; e, dirittamente avverte l'organo che si vantava del Partito moderato, il Conciliatore, non si sapeva comprendere nè in virtù di quale fondamento giuridico, nè a qual fine continuasse a sedere.

Il Parlamento ancora si disfece da sè stesso quando nella seduta dell'otto febbraio, secondo che a suo luogo ho fatto conoscere, taluno dei suoi membri dichiarò, che, eletto il Governo Provvisorio, intendeva cessati i suoi poteri; tale altro sostenne mancare perfino di facoltà per eleggerlo; parecchi finalmente si astennero da votare, o votarono come semplici cittadini. Come dunque mantenere in vita un corpo che da sè stesso esibiva la sua fede di morte?

Il Parlamento disfece sè stesso quando molti Deputati si assentarono, dimostrando col fatto che non volevano prendere parte alle deliberazioni.

Con quale senno o consiglio l'Accusa rimprovera avere sciolto il Parlamento, quando lo ritiene esposto a violenze estreme?

Un poco di buona fede anche per me: i Romani privavano dell'acqua e del fuoco i proscritti, ma non ho mai inteso dire che i Romani, o Popolo altro qualunque, privassero alcuno della buona fede; dunque se l'Accusa non mi vuole privare della buona fede, e va persuasa di quanto scrive, o come può ella credere che il Parlamento avrebbe voluto o potuto adunarsi dopo la giornata dell'8 febbraio?

No; il Parlamento, per le regole costituzionali, a cagione dell'assenza della Corona, era cessato; egli non poteva esercitare altramente il suo ufficio, privo di mandato per istarsi al fianco di Governo impreveduto: e questo in diritto; — in fatto, non voleva più adunarsi quando parte dei suoi membri disertava le sedute; non poteva più adunarsi, quando dal suo seno sorgevano voci ad ammonirlo della sua incapacità a perdurare; quando il Popolo lo aveva soppresso, e incalzava per la Unione con Roma; quando la opinione universale gli urlava negli orecchi ch'era morto, e che dirittamente pensò quando, con le sue proprie gambe, andò a farsi sotterrare.

Cause irresistibili erano queste per confermare il Decreto di scioglimento, il quale non ebbe altra virtù che constatare un fatto oggi mai compíto dalla mancanza di uno dei tre Poteri costituzionali, e per la volontà del Partito trionfante.

Inoltre, l'uomo di Stato che o per volontà propria, o per prepotenza di casi, si pone a capo di un moto rivoluzionario per contenerlo e dirigerlo, non può mica fare come Diogene, il quale pretendeva entrare in teatro quando gli altri tutti ne uscivano. Senno e potenza consistono nello allentare il moto deviandolo a poco a poco: ora, senza il Decreto che il Parlamento scioglieva e chiamava il Paese a deliberare intorno alle sue sorti, non si sarebbe potuto in verun modo resistere alla veemenza del Popolo, il quale instava per la Unione con Roma, e per la decadenza del Principe.